“Colpo d’occhio notevole: oltre 1000 persone, piena anche la galleria, uno striscione con la scritta “Renzi e Marino a casa”. Salvini si infila la maglietta “Marò liberi”. Abbraccio con Simone di Stefano, leader di Sovranità e vicecomandante di Casa Pound (il capo vero e temuto, Iannone, come sempre un passo indietro).”

Cronaca dell’intervento di Matteo Salvini al Teatro Brancaccio di Roma, tra un tripudio di camice nere e braccia tese, il12 maggio 2015, come da pag.128 del divertente e salace libro RAZZA POLTRONA di Fabrizio Roncone ed. Solferino, 18 euro.

Così, tanto per commentare il Salvini che afferma che i fascisti li trova “solo sui libri di scuola” e per dire che basta un po’ di memoria perchè le bugie abbiano le gambe corte.

Ho poi conosciuto personalmente i ballottanti di Roma: Enrico Michetti è stato per anni nostro consulente in ANCI LAZIO e posso assicurare che è veramente un democristiano ed un progressista; Roberto Gualtieri venne a Viterbo per la sua prima campagna elettorale per le Europee, e ci siamo scambiati alcune battute sull’esito che riteneva incerto, rassicurandolo che con Ugo Sposetti era in buone mani.

Così, per dire di due “civici” prestati alla politica, per uno dei quali è andata molto bene.

A Latina al primo turno Vincenzo Zaccheo prende il 48,3 %, dopo aver superato durante lo sfoglio più volte il 50%, ed il Sindaco sfidato, Damiano Coletta passa dal 35,6% al 54,9%.

Così, per riaffermare il concetto ben conosciuto agli addetti ai lavori, che il secondo turno è in realtà una elezione a sè stante, con dinamiche completamente diverse dal primo e dagli esiti imprevedibili, ma con la costante che il centro destra tradizionalmente si impegna nel primo e si disimpegna nel secondo.

Roberto, Giuseppe, Stefano, Gaetano, Matteo, Roberto, Davide, Alessandro, Marco, Michele, Jamil, Damiano, Clemente, Alessandro, Antonfrancesco, Piero, Carlo, Vincenzo, Franz: e le donne, le Sindache ??

Così, per dire che le quote rosa o altri artifizi elettorali non bastano proprio a promuovere la presenza delle donne in politica e nell’amministrazione della cosa pubblica e mi viene il dubbio che esse abbiano capito da un pezzo che i ludi democratici, per carità assolutamente inviolabili, tant’è che li hanno sempre difesi in prima linea, non servano a cambiare in meglio la società, piuttosto sensibile ad altri strumenti; magari culturali o di costume.

Il 40,6% di Romani al voto ci dice che Gualtieri è stato eletto dal 24,4% degli elettori aventine diritto, di provenienza in gran parte ZTL, visto che le periferie hanno disertato in massa i seggi; e ci da anche un messaggio inequivocabile di disaffezione al voto, proprio nell’ambito in cui è più facile e diretto il contatto con l’eletto, le elezioni comunali.

Così, per far notare che delusione dopo delusione, dopo aver provato tutti i colori dei partiti in campo, uno si stufa e si chiude in casa in attesa che qualcuno più bravo e forte degli altri metta in discussione il sistema (democratico) e ne proponga un altro.

“Un trionfo che va oltre ogni rosea aspettativa” si festeggia nel PD con due bottiglie di prosecco.

Così, per recitare: “Passata la tempesta odo augelli far festa…” perché pochi voti, ma buoni!

Francesco Chiucchiurlotto