«Da giorni stiamo vedendo come la sicurezza tra i banchi di scuola sia un tema molto dibattuto, anche e soprattutto tra studenti. Il 18 gennaio, giorno del nuovo rientro nel Lazio, è stato indetto uno sciopero da alcuni rappresentanti degli studenti, che portava come rivendicazione quella di continuare con le lezioni a distanza fin quando la curva epidemiologica non si fosse abbassata.

Come studenti e come membri della Rete degli Studenti Medi di Viterbo, però, pensiamo – comunicano Teresa Pianella e Bianca Piergentili – che il diritto all’istruzione debba essere garantito e debba essere considerato una priorità assoluta. Vogliamo un rientro sicuro e in presenza, che sia effettuato con tutte le condizioni necessarie, e che quindi possa essere definitivo. Siamo consapevoli, inoltre, che quello che chiediamo è realizzabile, come conferma anche il parere del Cts, che definisce sicuro un rientro in presenza al 50% e 75% anche ora. L’idea di scuola che abbiamo in mente è una scuola aperta alle esigenze degli studenti e delle studentesse, un luogo di crescita personale e collettiva, che formi i cittadini e le cittadine del futuro: non possiamo accettare che la nostra generazione venga abbandonata davanti a uno schermo.

Per fare ciò, non possiamo rinunciare alla scuola in presenza. Una presenza, però, che deve essere garantita da un sistema di trasporti efficiente, da orari accettabili e dalle valutazioni che permettano di tornare non solo in sicurezza, ma anche in serenità. Crediamo che mai e poi mai uno studente si debba sentire costretto a rinunciare al proprio diritto allo studio, sosteniamo quindi che sia un nostro dovere pretendere che entrambi i diritti, all’istruzione e alla salute, siano tutelati da chi di dovere, e che non siano gli studenti a dover scegliere.
Dunque, abbiamo ritenuto che non fosse giusto e coerente da parte nostra prendere parte a questo sciopero.

Siamo al corrente delle diverse posizioni che si sono sviluppate dopo lo sciopero dell’11. Capiamo e rispettiamo i diversi modi di approcciarsi al rientro in presenza, pensiamo che soprattutto il dialogo è il confronto sia fondamentale, per ottenere quello che chiediamo ormai da tempo: una scuola sicura e che garantisca il diritto allo studio.

La priorità, ora come ora, è risolvere i problemi di tutti gli studenti e le studentesse, senza perdersi in discussioni sulla data ideale per il rientro o sulle vicende legate agli scioperi passati. Per questo stiamo proseguendo il nostro percorso di dialogo con la Prefettura e presto ne apriremo un altro con la Co.Tra.L. Tuttavia, siamo consapevoli che, più delle nostre idee e posizioni, sono utili i dati, che non possono essere ignorati. Per questo, stiamo diffondendo un sondaggio (http://bit.ly/3nST2fk ) dove si possono segnalare i propri problemi legati a trasporti, orari e valutazioni. I problemi che gli studenti pongono sono reali, concreti, e meritano di essere risolti.

Una scuola sicura è la base per costruire un nuovo modello di scuola che sia a misura di studente. La scuola deve essere la priorità ed è arrivato il momento di investire sul futuro di studenti e studentesse.
Chiediamo quindi che ci sia collaborazione per raggiungere un obiettivo che è comune a studenti e studentesse».