È domenica mattina, i più disinvolti hanno mangiato uno zuccherato cornetto alla Nutella, i più salutisti si sono concessi il porridge con banane e bacche di goji. In ogni caso, la colazione ci ha soddisfatti. Il tempo non è dei migliori, ma l’aria natalizia e il Babbo Natale (a misura d’uomo con le renne e ‘gni cosa), che ha montato la vicina sul balcone, ci persuadono che questo ultimo periodo dell’anno abbia il potere di curare anchela meteoropatia. Poi, in fondo, è dicembre e ci aspettavamo sia il freddo che le giornate uggiose. Perché a dicembre è freddo, vero?

 

Ora, potrei scindere chi è giunto a leggere fin qui in due categorie: coloro che pensano che io sia goja, e hanno voglia di prendermi un po’ per i fondelli, e coloro che pensano che io sia goja ma il titolo apparentemente misleading –come direbbero certi- li ha interessati.

 

Pertanto, ad entrambe le categorie mi rivolgo e annuncio, –senza dubbio di smentita-, che ieri a Roma sono sbarcati gli alieni e parrebbe che considerino particolarmente congeniale al loro stile di vita la zona circostante il Lago di Bolsena.

 

Voci, queste non troppo accreditate, sosterebbe che siano quattro, con sembianze pressoché umane, si confonderebbero tra ragazzi e ragazze in età adolescenziale. Sempre le stesse voci affermerebbero che comunicano con suoni a noi piuttosto familiari, tipo “Simon says “touch your nose””, “Everybody sing this song dudaduda” (chi non ha un vago ricordo di questi giochi alle care vecchie scuole elementari?!).

 

Eppure, sono alieni e che sono alieni ve lo posso assicurare, fonti alla mano.

 

Nell’ottobre 2017, una pagina Facebook collegata alla Flat Earth Society sostiene, in un commento divenuto virale in questi giorni, che “L’Australia non esiste, tutto quello che chiamate prove sono in realtà bugie ben fabbricate dai governi di tutto il mondo. I vostri amici australiani sono solo attori o robot e fanno parte di un complotto mondiale. Se pensate di essere stati in Australia, vi sbagliate di grosso.”

E aggiunge “L’Australia è una delle più grandi bufale mai create e siete stati tutti ingannati. Unitevi al nostro movimento, e fate sapere che li avete smascherati. Fate sapere che è tutta una copertura.”

 

Ebbene sì, li abbiamo smascherati. E, finalmente, mi spiego come facciano quelli che consideravo miei amici australiani a mangiarsi il Vigimite, perché per riuscire ad ingerirlo non puoi che essere un robot.

 

Tornando ai nostri alieni, per assicurarvi un articoletto in merito, che abbia tutti i crimi della Notizia – anche se, ormai, offrire una notizia fondata ed attendibile è divenuto un dovere di default, allegramente bypassabile, del giornalista-, ho contattato chi, su questi alieni, parrebbe essere informato.

 

Mi riferisco ad Intercultura(se non la conoscete, vi consiglio di googlarlo, di visitare la pagina Facebook Intercultura Viterbo e di leggere un po’ delle cose che fanno). Alla mia richiesta di chiarimenti in merito, una signora, – Giampaolabel sorriso, occhiali e capelli corti, sostiene di essere la Responsabile di Intercultura per la zona del viterbese-, mi conferma quello che vi accennavo. Non mi dice certo che sono alieni, tira acqua al suo mulino,e mi dice che sono quattro “ragazze” che vengono da Melbourne, cioè dall’Australia, sono teenagers. Verranno ospitate da famiglie residenti a Montefiascone, Marta, Bagnoregio e Acquapendente.

 

 

Se siete attenti, e fino a qui mi avete seguito, noterete che ho lasciato più spazi di distanza dall’ultimo paragrafo. Nel mio piccolo, mi immagino di aver rivisitato la metateatralità, che tanto mi affascinava quando studiavo Aristofane, perché faccio un passo indietro, come un personaggio di uno spettacolo teatrale, mi mostro “consapevole della finzione che io stessa sto agendo e a cui esplicitamente mi riferisco”.

 

‘N che senso? Ora vi spiego, sperando di non aver disturbato la digestione della vostra colazione o di avervi annoiato, e concludo, cercando di essere abbastanza scaltra da cogliere il punto.

 

Di finzioni, in quello che vi ho raccontato, ce ne sono. Non sono un’esperta di terra piatta, terra sferica, se è il sole che gira intorno alla terra o la terra che gira intorno al sole, fondamentalmente posso dirvi -ancora una volta senza dubbi di smentita- che, ciò che mi gira in questo momento è sicuramente altro. E mi girano perché fagocitiamo, affamati non certo di “virtute e canoscenza”, tutto ciò che ci propinano, magari in un link di Facebook, magari tra un “buongiornissimo, kaffè?!! *emoticon con gattino*”.

 

Perché io, effettivamente, non lo so chi per primo l’ha chiamata “Australia”, probabilmente il Governo Britannico (mi informerò..) e sicuramente gli aborigeni (attenzione: aborigeni significa autoctoni, non senza origine come ho sentito dire da alcuni)non parlavano inglese e non si chiamavano Josh o Tiffany. Però, in quella terra, ci sono stata, l’ho conosciuta, odiata e amata. E insieme a lei, ho conosciuto chi la abita.

 

Io vi dico che esiste. Altri dicono di no. E viva Dio!, è bene che le persone si interroghino, che si pongano dubbi (anche la Flat Earth Society ha diritto di farlo), perché il dubbio è un atteggiamento nobile e degno di onore. Il social ha dato libertà di parola anche agli imbecilli, ma è bene così!Stiliamo liste, nelle quali alcuni di noi annoverano anche i propri avi, di coloro che, per assicurarci la libertà di pensiero e di opinione, sono morti.

 

Ma poi sta a noi, lettori e vogliosi di conoscere, comportarci come filtridi fronte alle informazioni che ci pervengono, testarle, verificarle, con il metodo socratico, galileiano, o quello che vi pare. Montare su un aereo, andare in Australia, perderci nelle sue sconfinate spiagge, imparare che non è detto che a dicembre sia sempre ed ovunque freddo. In Australia o in Chile è alta stagione, fa un caldo cane, la vicina avrà montato Babbo Natale sulla tavola da surf.

 

E concludo, parafrasando le frasi finali dello stesso post della pagina Facebook Flat Earth Society che citavo all’inizio,

 

“Non abbiate paura di dire la verità e di lottare per ciò che è giusto. Diffondete la verità nel mondo.”

 

Guys, folks, comportiamoci da filtro! È un imperativo: studiamo, conosciamo, viaggiamo!

 

Alle ragazze australiane, o presunte tali, che oggi conosceranno le loro nuove famiglie, auguro di trascorrere il loro soggiorno italiano nel miglior modo possibile.

 

A voi, che fin qui mi avete letto, auguro una buona domenica, e vi auguro anche una vita ricca di amici provenienti da tutte le parti del mondo, di cartoline e foto di ogni città che avete visitato, ricca di curiosità e di scoperte, priva di pregiudizi, invidia e rimorsi. Solo così potremo dire di essere liberi.

 

N.

 

  

 

 

 

 

 

 

 

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