La quarta ondata imperversa e molti si chiedono con qualche ragione perchè proprio nel cuore d’ Europa si manifesta il suo picco più alto, o se volete il colore più marcatamente rosso, cioè laddove si è vaccinato di più al mondo e laddove si sta ricorrendo opportunamente alla terza dose.

Qualcuno polemicamente argomenta sull’inefficacia del vaccino e sulla equiparazione tra vaccinati e no vax, ponendo e drammaticamente sbagliando, sullo stesso piano i rischi percentualmente irrisori della vaccinazione, con quelli conclamati del virus.

C’è da dire con molta semplicità che gli stili di vita dell’Europa opulenta e avanzata, che ad ogni estate si riaffermano ovunque, dalle spiagge alla movida notturna, dai centri turistici al rito dell’aperitivo di massa o del tirar tardi al bar, pretendono ineluttabilmente il prezzo della diffusione del contagio.

Poi ci sono i paesi europei ad est che non hanno voluto o potuto vaccinarsi sopra una soglia di sicurezza, che trasmettono con i transfrontalieri il contagio, e basta guardare le cartine geografiche per accorgersene.

In Italia stiamo un po’ meglio di tutti, ma i circa 8 milioni di renitenti alla vaccinazione, sommati ai vaccinati fragili o con il vaccino depotenziato, stanno di nuovo riempiendo gli ospedali.

Anche qui è facile distinguere tra chi contagiato, ma vaccinato, rischia poco della sua vita, e chi non vaccinato finisce in terapia intensiva o peggio.

Quel che non si vuol capire è che stiamo fronteggiando qualcosa di inedito, di pericolosamente sfuggente, sul quale chi si cimenta in previsioni apodittiche è facilmente smentito da una variante o da una accelerazione nuova; da una scoperta sulla durata del vaccino e della sua riproposizione depotenziata, dalla constatazione empirica e non teorica dei suoi effetti.

A che serve chiedere, come fa Massimo Cacciari, quando finirà tutto questo e dove ci porterà questa emergenza che è diventata stato di eccezione della nostra democrazia?

Ma è evidente che nessuno lo sa, dagli scienziati ai ministri, ma se confessassero la loro ignoranza ed inadeguatezza cambierebbe qualcosa o peggiorerebbe la situazione?

A questi tuoni lontani, questo brontolio indistinto che non presuppone niente di buono per la nostra salute sia fisica che economica, si aggiungono quelli della politica: questo pseudo semipresidenzialismo alla Draghi fatto di mero potere esecutivo, tra l’altro identificato in una sola persona, con i partiti che fanno da spalla ossequiosa, comincia a mostrare qualche crepa.

Il voto di Italia Viva contro il governo e con la destra, ne è plastica dimostrazione in vista dell’elezione del Capo dello Stato, e dallo svolgimento della XI LEOPOLDA ne sapremo presto di più.

Ma il temporale che si addensa è secondo me ben più grave: la nostra Costituzione è fatta per cittadini consapevoli, probi, rispettosi del bene comune; per essi si è pensato anche alle ipotesi emergenziali, al superamento di crisi di sistema, alla predisposizione di pesi e contrappesi, sul presupposto che la democrazia repubblicana fosse di tutti, da tutti, per tutti.

E se oggi così non fosse? se gli Italiani preferissero all’unità nazionale il perseguimento delle utilità di parte? non distinguessero più questi valori dal caos mediatico superficiale?, non capissero addirittura quali siano i propri diritti da tutelare e ricercare e confondessero il significato profondo di ciò che affermano con convinzione?

“Libertà, libertà!” si è gridato a Trieste e lì forse per prima la si perderà in qualche conseguente lock down.

Un tempo quando nei paesi si udiva in lontananza il tuono, per proteggere il raccolto dei campi si suonavano le campane a “malacqua”; proviamo a drizzare le orecchie e ad aguzzare l’ingegno …

Francesco Chiucchiurlotto