La seduta del Consiglio comunale straordinario, tenutosi in Montefiascone, è terminato nella confusione più totale, a seguito di una votazione, su una proposta della minoranza, durante la quale, la maggioranza si è trovata in difficoltà ed è andata sotto nella votazione.


Il tutto è accaduto a seguito della mozione presentata dalla minoranza sul famoso ed ormai storico problema della strada della Ciucciara, che poi non è recupero di una strada, ma, prima è recupero dell’alveo originario del fosso Guarducci, poi il recupero dell’annessa area demaniale.

Il consigliere della Lega, relatore della problematica, Angelo Merlo, ha prima letto una relazione e, nel contempo, suffragava quanto asseriva, mostrando alcuni documenti.

Nella parte finale dell’intervento chiedeva al sindaco di spiegargli il significato di una sentenza possessoria, e quindi di emmettere quell’ordinanza per l’acquisizione del terreno demaniale e di conseguenza l’apertura della strada; il sindaco non rispondeva.

A questo punto è entrato nella discussione l’Assessore al Patrimonio, leggendo una relazione contestando quanto affermato dal Merlo.

La discussione s’infiammava, in quanto il Merlo ribatteva quanto asserito dall’Assessore, presentando una lunga serie di documenti ufficiali, acquisiti alcuni dagli uffici del Catasto, altri dall’Agenzia delle Entrate, altri dall’Istituto Geografico Militare di Firenze, ed altri avuti dai compententi uffici del comune, a seguito della sua richiesta di accesso agli atti.

Venutosi a trovare in una certa difficoltà, l’Assessore prima asseriva che la strada era su altro terreno distante addiritura circa centro metri, poi forniva una cartina catastale contro le circa dieci fornite dal Merlo e nel confronto delle medesime, tra quella dell’Assessore e quella del consigliere si notava una difformità di perimetrazione.

Si lascia immaginare lo scompiglio creatosi, poiché i due dialoganti, specialmente l’Assessore che sosteneva di avere quella giusta, asserrivano di aver preso quella stessa mappa topografica presso lo stesso ufficio ed il Merlo aggiungeva che della stessa, con le medesime identiche caratteristiche ne aveva avuta una copia dal Catasto ed una dall’Agenzia delle Entrate, pertanto ne sosteva l’autentica veridicità, facendo intuire come, poco attendibile, quella presentata dall’Assessore che metteva in dubbio quelle del Catasto e dell’Agenzia delle Entrate.

Quì si lascia immaginare ai lettori tutte le considerazioni sul quanto poi accaduto.

Interveniva il capo gruppo della Lega, Bracoloni, che, con forsa e sostenuto anche da tutta la minoranza, determinatamente, chiedeva al Sindaco di mettere a votazione la mozione avanzata.

Votazione avvenuta nella confusione, ma alla conta finale, passava con otto voti favorevoli, tra i quali due venuti da consiglieri della maggioranza, dei quali uno dato dal presidente del Consiglio comunale e sei contrari.

La mozione contemplava che tutta la materia dovrà essere di nuovo discussa in un altro Consiglio comunale.

A questo punto alcuni consiglieri della maggioranza hanno abbandonato l’aula mettendo in crisi l’esistenza del numero legale.

Il Sindaco chiedeva all’opposizione di rimanere in aula per avere il numero legale ed andare avanti per duscutere il quarto punto che riguardava il Piano Urbanistico Agricolo.

La minoranza, ovviamente, se ne andata, non poteva fare la stampella al Sindaco abbandonato dai suoi, dopo essere andato in minoranza; quindi per mancanza del numero legale il Consiglio si è sciolto ed al Sindaco non è rimasto che ritirarsi nelle superne stanze. Ancora una volta è emerso che quella grande coesione, tanto decantata, in questa maggioranza non è che sia così sicura.

Pietro Brigliozzi

Forte contestazione del pubblico durante del consiglio straordinario di Montefiascone

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