Ogni volta che un abitante lascia un piccolo borgo si perde un pezzetto della memoria collettiva di quel luogo, ed ogni volta che qualcuno riesce ad impedirlo ed a creare occasioni concrete per restare non si è fatto solo un piccolo miracolo all’economia locale, ma anche al PIL nazionale.

Su queste motivazioni è stato ideato a Prossedi, provincia di Latina, “Intrecci e Trame”, un progetto promosso da un bando di ANCILAZIO, che ha coinvolto decine di Comuni, che punta alla rivalutazione dei mestieri, le tradizioni e le consuetudini che derivano dalla civiltà contadina, ed in questo caso una scuola di ricamo ed intreccio, che sono eccellenze attitudinali importanti, anche per l’imprenditoria griffata e per il made in Italy

“Siamo orgogliosi di aver ottenuto questo finanziamento da Anci Lazio, per quanto ci riguarda siamo molto attenti alla valorizzazione della nostra comunità con moltissime iniziative di recupero e valorizzazione delle nostre tradizioni – mi ha spiegato Angelo Pincivero, sindaco di Prossedi – Questa di “Intrecci e Trame” è una grande occasione.”

Anci Lazio ha inteso stimolare, attraverso bandi, un mondo ricco di capacità potenziali e culture ancestrali, che con queste iniziative di altissimo profilo culturale, hanno anche una prospettiva di sviluppo e per questo motivo altro scopo è quello di fare da innesco con la Regione Lazio che deve far propri i progetti, programmare gli interventi futuri e soprattutto destinare risorse sufficienti, in quanto Ente preposto allo sviluppo del territorio.

Negli ultimi anni il Lazio ha subìto lo spopolamento nei 251 comuni sotto i 5.000 abitanti, quelli al di fuori della cintura romana, di complessivamente 19.700 abitanti, come se fossero spariti nel nulla 19 comuni da mille abitanti ciascuno.

Con queste iniziative si intende salvaguardare la cultura che deriva dalle tradizioni artigianali antiche, tramandarla ai giovani e creare occasioni concrete di reddito ed occupazione che utilizzino i fattori costitutivi di essa, per favorire un nuovo corso di imprenditoria giovanile all’interno di un processo di trasformazione che ANCILAZIO chiama Controesodo.

Gli oltre 5500 Comuni sino a 5000 abitanti non devono essere considerati o chiamati “piccoli comuni” ma bensì Borghi e Paesi, cioè Comuni con pari dignità verso gli altri, e con una propria e specifica identità, ricchissima di valori, tradizioni, patrimoni culturali.

Nella comunità di Prossedi è ancora forte la tradizione del ricamo e degli intrecci vegetali per fare ceste e canestri, questo seguendo le testimonianze che risalgono al 1850 quando la principessa Augusta Bonaparte coinvolse le giovani ragazze di Prossedi per avviarle alla pratica del ricamo; ora si tratta di riproporre questa tradizione e rilanciarla.

L’associazione “Il Tempo nelle mani” di una collaudata professionista del settore, Carla Amici, curerà l’attuazione del progetto,  con un occhio ai grandi marchi che investono in questo campo ed uno alla creazione di una start-up innovativa, per dare opportunità di lavoro ai giovani che vorranno cimentarvisi.

ANCILAZIO ha fatto la sua parte, ora tocca alla Regione Lazio fare sistema in questo ambito ed avviare ad una svolta vincente una delle potenzialità culturali tra le tantissime nel Lazio.

Francesco Chiucchiurlotto