Secondo i dati Eurispes il numero dei vegani in Italia è aumentato di un punto percentuale rispetto al 2018: al momento risulta una quota di 1,9% del campione intervistato. Un dato a nostro avviso sottostimato rispetto ai reali numeri di chi approccia un’alimentazione plant-based ma ciò che emerge da quest’indagine, è che senz’altro possiamo parlare di consolidamento effettivo e non più di semplice trend alimentare. Un consolidamento che supera la classica dicotomia tra alimentazione vegetale e alimentazione onnivora.

L’alimentazione plant-based risulta essere consolidata nel nostro paese. Nel complesso, il numero di vegetariani e vegani risulta essere a quota 7,3% (+0,2% rispetto al 2018, -0,3% rispetto al 2017, -0,7% rispetto al 2016, +1,4% rispetto al 2015, +0,2% rispetto al 2014). Nonostante il 5,4% degli intervistati si dichiari vegetariano (con un calo dello 0,8 rispetto al 2018), il numero dei vegani risulta essere aumentato di un punto percentuale: ad oggi, secondo Eurispes la popolazione vegana ricopre l’1,9% del totale.

A trainare il cambiamento è prevalentemente la popolazione femminile: il 5,8% è vegetariano contro il 5% degli uomini, il 2,8% è vegano contro l’1,1% degli uomini.

Parallelamente a questi dati, si riscontra un vero e proprio boom dei prodotti “speciali”. Un italiano su quattro (19,3%) compra prodotti senza glutine, tuttavia, solo al 6,4% è stata diagnosticata una intolleranza, mentre il 12,9% li assume senza essere intollerante. Il 18,6% compra prodotti senza lievito: il 4,6% è stato effettivamente riconosciuto intollerante, a differenza del 14% che ammette di non esserlo. Un quarto dei consumatori (26%) acquista prodotti senza lattosio, ma solo l’8,5% lo fa per una diagnosi di intolleranza; segno che si sta rafforzando anche una certa consapevolezza alimentare verso scelte ponderate ed informate.

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