VETRALLA – Un’altra stangata in arrivo per i cittadini di Vetralla, questa volta ad essere colpite sono le famiglie che usufruiscono del servizio asilo nido comunale. Anno nuovo, nuovo bilancio e nuovo aumento.

Così in una nota dichiara Giulio Zelli (Lista Noi per Vetralla), che continua – Dopo gli aumenti della TARI del 30% per un servizio di raccolta differenziata che oltre tre anni attendiamo parta e per il quale abbiamo persino presentato un esposto alla Corte dei Conti; dopo gli aumenti dei centri ricreativi estivi; dopo gli aumenti dello scorso anno dei buoni mensa per la scuola materna di circa il 20%, nonostante che l’apertura del centro cottura avrebbe dovuto mantenere i costi invariati come da bando iniziale; dopo gli aumenti delle tariffe dell’acqua approvati in Talete anche con il voto del Comune di Vetralla; dopo tutto questo e molto altro arriva un bell’aumento del 50% sulle rette per l’asilo nido.

La cosa ancora più grave è che ad essere colpite sono le famiglie più bisognose che accedono al servizio part-time e fanno parte delle fasce di reddito più basse; queste famiglie sono la maggioranza rispetto alla totalità degli utenti.

Un aumento ingiustificato ed ingiusto, che avrà come risultato il ridimensionamento del servizio, molti genitori, appresa nella giornata di ieri la notizia, si stanno già rivolgendo ad asili privati, il cui costo a questo punto diventa più basso, oltre ad avere orari più flessibili.

L’aumento è talmente ingiusto che persino parti della maggioranza hanno espresso pubblicamente il loro malumore definendolo come “uno strumento di mercato per far quadrare i conti”, questa operazione ha un solo scopo, fare cassa.

Il servizio di asilo nido è un fiore all’occhiello grazie agli investimenti fatti in passato, ma soprattutto grazie all’impegno costante delle responsabili e delle operatrici; il risultato di questa operazione, sarà il graduale smantellamento del servizio e la perdita di posti di lavoro, tutto ciò nel momento in cui sta scadendo l’assegnazione del servizio all’attuale gestore. Noi qualche domanda ce la poniamo – conclude così Zelli.

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