FABRICA DI ROMA – “Ieri 5 giugno nel tardo pomeriggio al teatro tenda di Fabrica di Roma, la scuola elementare ha dato il meglio di sé con lo spettacolo musicale dal titolo “Su e giù per L’Italia”.

Una sorta di carrellata canora con balletti,dove gli scolari in uno scenario promiscuo bambine e bambini si sono divertiti facendo la gioia dei genitori e delle insegnanti,compresa la dirigente scolastica Pierina Pelliccioni sempre presente,come a dare “l’imprimatur” , l’approvazione, perché si faccia in pubblico.

Accertata la numerosa presenza di spettatori, che in realtà erano i familiari, amici ed estimatori della magnificenza con cui si propongono questi bambini in costume sobrio ma pieno di significato, possiamo affermare che le quinte classi elementari di Fabrica di Roma centro, hanno bissato il successo accreditato alle terze di qualche giorno fa, esibitesi nel centro storico nella piazzetta “La Cella” adibita a palcoscenico, con il programma più lungimirante di sentire il polso sentimentale di alcune nazioni del Mondo nella loro espressone musicale.

Gli scolari all’ultimo anno delle elementari, l’anno prossimo saranno alle medie,da loro trasudava la gioiosa felicità di saltare, a piedi pari, nell’adolescenza, dimenticando tutti gli affanni i pericoli che essa comporta. Ma non importa, questa inconsapevolezza, fa parte della gioventù spensierata. Tuttavia, verso la fine dello spettacolo, le insegnanti hanno voluto mettere un puntino sulle i, inserendo, tra tanta gioia, il problema del bullismo.

Argomento scabroso, da prendere con le molle, come si dice, risolto tuttavia con i bambini con il volto nascosto dietro una maschera, a loro volta minacciati e minaccianti, con pretese assurde, evidenziando l’effettivo pericolo, e il rimedio denunciando le vessazioni, risolte poi con un grande abbraccio augurale, come a dire: “Vogliamoci bene, per il bene di tutti”.

Certamente, interpretando i sentimenti più semplici e genuini, di tutti i presenti, al di fuori del palcoscenico del teatro tenda, ci corre l’obbligo di ringraziare tutti i bambini sorridenti e felici che hanno trasmesso certezze e, non di meno le insegnanti talvolta oscure guide che prendono la mano nella mano i giovani per condurli sulla retta via. Un sentito grazie”.

Nestore

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