La fortunata rassegna Teatrinsieme, che ha visto coinvolti otto Comuni del viterbese per ben dodici eventi, si conclude sabato 5 agosto alle ore 21,30, nella splendida cornice dell’anfiteatro di Farnese con lo spettacolo “Le voci della torre”, un originale viaggio nell’universo shakespeariano scritto e diretto da Gianni Abbate. Ricordiamo che la rassegna ha usufruito del contributo della Fondazione Carivit e dei Comuni che vi hanno partecipano.  Lo spettacolo ha inizio con due bizzarri sicari, interpretati da Ennio Cuccuini e Ugo Luly, che accolgono gli spettatori. Poi ecco arrivare un insolito Prospero-sciamano, preso a prestito da La tempesta e interpretato da Gianni Abbate, che dopo aver identificato alcuni spettatori come personaggi shakespeariani, con un rito propiziatorio, dà inizio alla serata ricca di sorprese. Ma ecco fare letteralmente irruzione sulla scena madama Meg Page, direttamente da “Le allegre comari di Windsor”, una donna dal piglio energico, quasi una femminista ante litteram, interpretata da Alessandra Cappuccini, che ci racconta l’esilarante storia di Falstaff e di come sia stato preso in giro. Poi Abbate-Prospero si trasforma in un re Lear-clochard, che per sopravvivere in un mondo feroce e disumano, è andato a scuola dal suo giullare, imparando la leggerezza e l’arte del ridere, oltre al gusto del gioco. Ed è proprio con il gioco delle tre carte che Re Lear ci fa conoscere la sua storia personale e le sue tre figlie,  mentre i due sicari faranno poi sorridere amaramente di un mondo spietato dominato solo dalla sete di sangue e di potere. Ed ecco apparire, inaspettatamente, Ofelia da “Amleto”, che con innocente candore si aggira stralunata offrendo fiori ed erbette al pubblico, improvvisando una canzoncina sulla morte del padre Polonio. E in fine, in questo mondo dove il tragico è stato sostituito dal grottesco, Re Lear-clochard darà prova di grande interpretazione drammatica. Tutto ruota intorno alla sua figura, ed è con lui che viene rappresentata la beffarda e farsesca moralità sul destino umano. L’invito è quello di fare tutti una scuola buffonesca per poter sopravvivere in questo mondo, perché fin quando possiamo continuare a dire questo è il peggio, vuol dire che il peggio dovrà ancora venire, e ancora e ancora. Uno spettacolo con inaspettati colpi di scena, divertente e coinvolgente, ma che fa anche riflettere.

Ingresso gratuito, info al 3471103270 –  www.iportidellateverina.it