Farnese, 2-4 agosto 2019

La Storia della jazz è una storia di migrazioni, di incontri e fusioni di culture. Nato agli inizi del secolo scorso come evoluzione di forme musicali già utilizzate dagli schiavi afroamericani, nel corso del tempo il jazz ha incorporato nel suo linguaggio i generi della musica popolare, del blues e della musica leggera fino a quelli più moderni anche non statunitensi come il samba, la musica caraibica e il rock”.

La seconda edizione di “Farnese Tufo & Jazz” sarà un viaggio attraverso alcune delle tappe più significative dell’evoluzione del jazz nel suo incontro con la musica popolare: dallo “Choro” brasiliano al “Batuko” di Capo Verde passando per lo swing europeo e la musica gitana.

Dopo il successo della prima edizione, dal 2 al 4 agosto 2019, nel giardino retrostante Palazzo Ceccarini-Chigi, sede del Palazzo Comunale, tornanno tre concerti ad ingresso gratuito.

Si parte venerdì 2 agosto con Choro de Rua & Barbara Casini

Barbara Casini (voce e percussione), Barbara Piperno (flauto), Marco Ruviaro (chitarra 7 corde)

Lo Choro, genere musicale brasiliano sviluppatosi a cavallo fra l’800 e il ‘900, rappresenta insieme al Samba una delle prime manifestazioni di musica brasiliana. Malgrado le sue antiche origini è tutt’ora praticato dalle nuove generazioni di musicisti, sia a livello interpretativo che compositivo. Nell’arco del tempo molti di questi brani originariamente strumentali hanno guadagnato un testo, spesso scritto da poeti e parolieri famosi. In questo concerto Barbara Casini ha voluto unire la sua curiosità e versatilità alla straordinaria bravura e affiatamento di Barbara Piperno e Marco Ruviaro (il duo Choro de Rua) per affrontare il repertorio dello Choro cantato, attingendo a grandi classici e composizioni di autori più recenti e contemporanei.

Il duo Choro de Rua

Il progetto nasce nel 2012 dal desiderio di diffondere lo Choro (si pronuncia “scióro”), per offrire a chiunque, in Italia e in Europa, la possibilità di apprezzare questa raffinata musica strumentale brasiliana, che fa bene a chi la suona e a chi la ascolta.

Da allora, il duo Choro de Rua, formato dalla flautista italiana Barbara Piperno e dal chitarrista e mandolinista brasiliano Marco Ruviaro, svolge un’intensa attività sia concertistica che di ricerca e divulgazione. Un lavoro intenso, forse pioneristico in Italia, che si somma all’importante impegno di altri musicisti di choro (chorões) in Europa e nel mondo.

Barbara Casini

Nata a Firenze nel ‘54, fin da giovanissima ha amato la musica brasiliana. Abbandonato il progetto di diventare psicanalista, intraprende la carriera di cantante. Fin dal 1982 comincia a viaggiare per il Brasile e “scopre” il Nordeste, incontra Luiz Gonzaga, impara le sue canzoni e quelle di Geraldo Azevedo, Xangai, Jatobá. Il suo repertorio cambia radicalmente: Barbara in Italia diffonde le musiche popolari di quel Brasile diverso, suona il triangolo e la zabumba, canta côco e baião, maracatu e bumba meu boi, ancora una volta si diverte e si commuove.

Forma il Trio Outro Lado con Beppe Fornaroli e Naco, con il quale incide un LP, “Outro Lado”. Nel ’94 forma un quartetto con Stefano Bollani al piano, Raffaello Pareti al contrabbasso e Francesco Petreni alla batteria, gruppo che resta attivo fino agli inizi degli anni 2000.

Collabora con grandi musicisti italiani e stranieri della scena jazzistica (Enrico Rava, Stefano Bollani, Fabrizio Bosso, Phil Woods, Lee Konitz) e della Musica Popolare Brasiliana, quali Toninho Horta e Guinga. Lungo la sua più che trentennale carriera si cimenta anche col jazz e con la canzone italiana e francese.

Ha al suo attivo ormai una ventina di cd, tra cui da segnalare: Todo o Amor (1997), Vento (2000) con Enrico Rava, Stefano Bollani e l’Accademia Filarmonica della Scala, Você e Eu (2001) con Stefano Bollani e Phil Woods, Uragano Elis (2004) realizzato con grandi nomi del jazz italiano e con arrangiamenti per l’Orchestra Jazz della Sardegna, Formidable! (2009) con Fabrizio Bosso, Uma Mulher (2015) con giovani jazzisti italiani, Terras (2016) con i fratelli brasiliani Roberto ed Eduardo Taufic.

È stata più volte invitata a Rio e a São Paulo dove si è esibita con grande successo al fianco di musicisti brasiliani, primo fra tutti lo straordinario compositore e chitarrista Guinga.

Gode di grandissima stima da parte dei musicisti brasiliani che la considerano una vera e propria ambasciatrice della loro musica e della loro cultura in Italia.

Sabato 3 agosto è la volta del suono di Gabriela Mendes

Gabriela Mendes (voce), Francelino Silva (basso), Toy Viera (piano), Paulo Bouwman (chitarra)

Proprio come Cesaria Evora, la diva capoverdiana che ha fatto scoprire la musica di Capoverde in tutti gli angoli del pianeta, Gabriela Mendes è nata e cresciuta nella città di Mindelo, sull’isola di São Vicente, una delle isole più nordiche di Capo Verde.

Aveva quattro anni quando scoprì il piacere della musica, ascoltando sua madre cantare con musicisti famosi come il violinista Malaquias.

La piccola Gabriela andò alla Scuola Salesiana, famosa per aver ospitato futuri grandi nomi della musica contemporanea capoverdiana (Tito Paris, Paulino Vieira, Bau, ecc.). Accanto all’impegno musicale Gabriela imparò a cantare le melodie e i ritmi capoverdiani nelle feste di distretto.

Il 2000 è un anno particolare per Gabriela: sale per la prima volta sul palcoscenico di un festival, a Santo Antão, e pochi mesi dopo è invitata al Festival di Santa Maria (isola di Sal) dove canta per 40000 persone, accompagnata dai musicisti di Cesaria Evora; si esibisce poi a Parigi accompagnando la sua connazionale Mariana Ramos e tiene il suo primo concerto a Praia, la capitale di Capo Verde, sull’isola di Santiago.

L’anno seguente appare in un recital di canto con Bau, Bius, Djosinha, Luis Morais o Tito Paris a São Vicente e seduce il pubblico del famoso Festival di Baia das Gatas, poi a Escurralete, nella vicina isola di Santo Antão.

Nel 2002 suona a Lisbona ed è ospite in vari festival, come a Fest-Vale nell’isola di Santiago or Praia da Cruz a Boa Vista. Nel 2003, viene selezionata a Mindelo, tra gli altri famosi artisti capoverdiani per un tributo a Bana, prima di tentare di conquistare il cuore del pubblico del 9° Festival dei Traversées de Tahitou, in Francia. Darà altri concerti in Francia nel 2004. Nel 2005 Gabriela registra il suo primo album Tradição, largamente diffuso su Radio International France, France Inter, France Culture. Nel 2006, è la prima cantante donna a cantare al festival Baia das Gatas, seguita da altri grandi nomi come Dudu Araujo o Tcheka. La sua voce è inclusa in due compilation: la prima è una playlist di Putumayo, l’altra è Zone Franche, una rete francese interessata dalla musica mondiale.

Ha partecipato a grandi festival in Francia (Nice Jazz Festival, Nuits du Sud, Tissé Metissé, Africajarc), negli Stati Uniti (Yoshi’s Jazz Club – San Francisco), Isole Canarie (Encuentro Musical del Atlântico – Fuerteventura), Paesi Bassi (Club Rasa – Utretch, De Doelen – Rotterdam, Tropentheater – Amsterdam), Belgio (Centre for World Cultures – Antwerpen) Germania (Afrikafestival – Stoccarda, Afrofestival – Karlsruhe, Festival Afro Ruhr – Dortmund, Festival Afrokaribik – Bayreuth), Austria (Kammgarn – Hard, Dornbirn – Innatura ), Svizzera (Sala Mahogany – Berna, Moods – Zurigo, Birds Eye – Basilea, Teatro Sociale – Bellinzona, Lugano Jazz Festival), Spagna (Cantos na Maré – Pontevedra), ecc.

Nel 2010-2011, Gabriela Mendes ha partecipato al documentario “Mindelo atrás do Horizonte” e anche al film “A menina dos olhos grandes“. Entrambi i film sono stati realizzati a Capo Verde ed esibiti in numerosi festival internazionali.

La rassegna “Farnese Tufo & Jazz” si chiude domenica 4 agosto con il concerto di Jacopo Martini Quartet “Swing Manouche Jazz”

Jacopo Martini (chitarra), Giacomo Tosti Giacobazzi (fisarmonica), Tommaso Papini (chitarra), Filippo Pedol (contrabbasso)

Jacopo Martini è considerato dalla critica internazionale come uno dei più originali interpreti di chitarra nello stile di Django Reinhardt.

Ha svolto un’intensa attività concertistica in festival internazionali, Inghilterra, Danimarca, Francia, Stati Uniti, Argentina, Italia, Olanda, Svizzera. Tra le sue collaborazioni possiamo citare nomi come Stefano Bollani, Franco Cerri, Lee Koniz, Angelo Debarre, Stochelo Rosenberg, Gianluigi Trovesi, Enrico Rava, Tiziana Ghiglioni. Ha all’attivo più di venti produzioni discografiche in veste di leader e sideman e produzioni televisive per la RAI.

Dicono di lui: “Jacopo è un grande. Suona alla Django e ne è innamorato, appassionato, che è la cosa più importante per un musicista…” Franco Cerri (L’Unità 2011)

Negli ultimi anni, in Italia, la rivalutazione del jazz manouche ha avuto in Martini un abile paladino, tre pubblicazioni discografiche a suo nome sono state fonte di prestigiose critiche in ambito internazionale. La famosa rivista francese “Etudes Tziganes” lo annovera come uno dei più originali evocatori della tradizione gitana apparsi negli ultimi anni.

Con questa nuova formazione si avvale di sonorità cameristiche per un viaggio attraverso varie culture musicali unite dalla trascinante passione per lo swing e la musica manouche.

Jacopo Martini

Chitarrista compositore, fin dai primi anni di età si interessa alla musica. A tre anni costringe i suoi genitori a comprargli un mandolino, a 8 studia violino e solfeggio. Il padre, cantante lirico e pittore, lo stimola verso l’opera e la passione per l’arte. Si avvicina verso i 13 anni alla chitarra grazie ad un amico che gli insegna i primi accordi.

Comincia a suonare nei gruppi Rock della scuola e poco dopo si iscrive al conservatorio.

Dal ‘96 al ‘98 studia sotto la guida del maestro Flavio Cucchi presso l’istituto Mascagni di Livorno. Prosegue in seguito al Conservatorio di Firenze nelle classi di Alfonso Borghese (chitarra) e Riccardo Riccardi (composizione). Ha studiato jazz con Jim Hall, David Liebman, Barry Harris, Agostino Di Giorgio, Fabio Zeppetella, Dario Lapenna.

Nel 2000 durante un viaggio in Francia al Festival Django Reinhardt di Samois Sur Seine si innamora della musica Manouche e ne diventa rapidamente uno dei più originali e preparati interpreti in Italia.

Ha suonato e registrato con: Angelo Debarre, Enrico Rava, Stefano Bollani, Tiziana Ghiglioni, Nico Gori, Franco Nesti, Emanuele Parrini, Antonello Salis, Nicola Vernuccio, Raffaello Pareti, Gianluigi Trovesi, Stefano Cocco Cantini, Franco Cerri, Fabrizio Bosso, Claudio Fasoli, Lee Konitz, Giancarlo Schiaffini, Alfio Antico, Tino Tracanna, Alberto Tacchini, Matcho Winterstein, Tony Scott, Antonio Licusati, Andy Aitchison, Lollo Meier, Simone Zanchini, Paolo Ghetti, Mirko Guerrini, Philip Catherine, Andrè Minvielle, Titta Nesti, Claudia Tellini.

Si esibisce in svariati festival internazionali in Italia, Inghilterra, Francia, Argentina, USA.

E’ stato ospite in varie trasmissioni radiofoniche, tra cui per Rai 3: il terzo anello Farenight e il Dottor Djembè (con Stefano Bollani, Davide Riondino e Mirko Guerrini), Jazz Radio Fm (London), in diretta da Boisdale of Canary Wharf.

E’ stato il primo musicista italiano ad essere invitato al campus estivo “Django in June” come didatta e performer presso la Smith University di Boston.

Inizio concerti alle 21,30 – ingresso gratuito

Accesso da via Cesare Battisti, Farnese

[email protected] Cell. 349 0901202

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