FARNESE – Per celebrare il 25° anniversario dell’istituzione della riserva naturale regionale “Selva del Lamone” l’ente parco e il comune di Farnese, in collaborazione con l’associazione culturale Comunità narranti e il museo civico archeologico “ferrante Rittatore Vonwiller” presentano la passeggiata-racconto “La selva dei sentieri, la selva dei pensieri”.

L’evento sarà condotto, fianco a fianco, dal Genius Loci del Lamone Giovanni Antonio Baragliu e dal narratore di comunità Antonello Ricci. Guest star Caterina Pisu, archeologa direttrice del museo civico della cittadina maremmana. Mentre Baragliu s’incaricherà di presentare al pubblico le straordinarie peculiarità naturalistiche e di antropizzazione storica, Ricci estrarrà dalla bisaccia dei suoi racconti l’archetipo della selva nella letteratura medievale e rinascimentale con omaggi a Dante e Boccaccio, Ariosto e Tasso.

La passeggiata segnerà anche il 20° anniversario del format culturale ormai noto ai più come “passeggiata-racconto”: un’inedita esperienza narrativa itinerante la cui gestazione avvenne vent’anni fa proprio in questi luoghi, in collaborazione con il maestro Ireneo Melaragni. L’evento culminerà con l’arrivo allo spettacolare “anfiteatro” lavico denominato “Rosa crepante”. Alla partenza, il sindaco di Farnese Giuseppe Ciucci porgerà gli indirizzi di saluto.

L’appuntamento è per domenica 13 settembre ore 9 in piazza Umberto I a Farnese. La lunghezza dell’anello è di circa 5 chilometri. Durata complessiva 3 ore. Partecipazione libera. Al termine verrà offerto a tutti i partecipanti un aperitivo “rustico”. Si consigliano abbigliamento da trekking e acqua. Nel rispetto della normativa anti-Covid si raccomanda di portare la mascherina nonché di mantenere costantemente la dovuta “distanza sociale” evitando assembramenti. Info Point 0761-458159; Riserva 0761-458861 (int. 5-6) [email protected][email protected]

Seppur affiancato dal poetico genio e custode della Selva del Lamone, nonché sodale di tante passeggiate, Antonio Baragliu – stavolta Antonello “corre” in solitaria. Perché la nostra vita di esseri umani è segnata dall’impermanenza. Tutto scorre, tutto si trasforma. Nulla ci è donato per sempre. E trascorriamo lunghi anni a educarci nella dolorosa-esemplare arte del congedo. Leopardi ci ha insegnato come la condizione immaginativa del solitario e quella del bambino si somiglino. Pasolini ha dimostrato invece che la solitudine è condizione intrinseca alla vita di eremiti e intellettuali, tiranni e libertini. Ogni guerriero infine, prima dell’ultimo duello, si tira in disparte. Sente il bisogno di dialogare con la morte. Senza troppe cerimonie. La selva dei pensieri: un appuntamento da non perdere…