L’iniziativa si è tenuta a Gradoli ed è stata organizzata dall’associazione intercomunale Città Policentrica

«Lo scorso 25 ottobre 2018 – comunica l’ASSOCIAZIONE CITTA’ POLICENTRICA – si è svolta al Palazzo Farnese di Gradoli l’iniziativa “Come cambia il territorio. Analisi dei dati sociali, economici e demografici dell’Alta Tuscia: quali prospettive per il futuro”, organizzata dall’associazione intercomunale Città Policentrica di Acquapendente, affiliata all’Arci. L’appuntamento ha visto la presenza numerosa di cittadini, amministratori e sindaci del territorio.

La presidente di Città Policentrica, Paola Serafinelli, ha riassunto il senso dell’iniziativa, sottolineando la necessità di uscire dai comuni e dai campanili, facendo della partecipazione un sistema di lavoro permanente che coinvolga il mondo associativo, quello dell’imprenditoria e le istituzioni. Tutto ciò sarà necessario per dare nuove opportunità a un territorio che va dal mare all’entroterra, caratterizzato da straordinarie bellezze ambientali e culturali, sperimentando un processo di innovazione culturale che passi per nuovi approcci, nuove metodologie, reti e sistemi. L’occasione del Gal Alto Lazio, dell’area interna Alta Tuscia – Antica città di Castro costituiscono un’opportunità che è necessario cogliere. “La democrazia – ha spiegato la presidente – è il potere di progettare il futuro.”

Dopo i saluti del sindaco di Gradoli, Luigi Buzi, il segretario generale della Camera di Commercio di Viterbo, Francesco Monzillo ha illustrato le caratteristiche socio-economiche dei quindici Comuni facenti parte del Gal Alto Lazio: Proceno, Acquapendente, Onano, San Lorenzo Nuovo, Grotte di Castro, Gradoli, Latera, Valentano, Ischia di Castro, Farnese, Piansano, Tessennano, Arlena di Castro, Canino e Cellere. I dati elaborati erano riferiti al periodo 2002-2017 e hanno riguardato evoluzione della popolazione, per classe di età (0-24, 25-64, +65 anni); la variazione del numero delle imprese, le variazioni dei settori delle imprese, l’incidenza dei settori delle imprese, il reddito imponibile pro-capite. Dall’analisi emerge più di una negatività che caratterizza il comprensorio dell’Alta Tuscia e in particolare la diminuzione della popolazione (-5.6%), l’alto tasso di popolazione anziana (28,6%), un indice di vecchiaia del 301,3, una diminuzione del numero delle imprese (20%), un aumento delle imprese nei campi dei servizi di ristorazione ed alloggio e dei servizi alle persone, un reddito pro capite inferiore a quelli nazionale, regionale e provinciale. Una situazione difficile che è necessario comprendere appieno per poi intraprendere un cammino che, tempestivamente, inverta la rotta.

“Non è troppo tardi per cambiare rotta, ma ogni giorno che passa significa che il mondo si scalda un po’ di più e il costo della nostra inerzia sale. Ogni giorno in cui non riusciamo ad agire è un giorno che ci avviciniamo un po’ di più verso un destino che nessuno di noi si augura, un destino che si ripercuoterà sulle generazioni a venire per il danno arrecato all’umanità e alla vita sulla terra. Il nostro destino è nelle nostre mani. Il mondo conta su tutti noi per affrontare la sfida prima che sia troppo tardi. Conto su tutti voi”: così il Segretario Generale delle Nazioni Unite a proposito dei cambiamenti climatici. La frase può essere presa in prestito per descrivere la situazione di urgenza in cui versa il territorio dell’Alta Tuscia e la necessità che cittadini, associazioni e istituzioni si attivino in sinergia per il suo rilancio- Gli interventi programmati che si sono susseguiti hanno ripreso e argomentato i temi del coinvolgimento e della partecipazione attraverso la costituzione di reti dal basso.

Luciano Dottarelli, presidente Club Unesco Tuscia, ha parlato del Contratto di Lago di Bolsena, che coinvolge tutti i comuni rivieraschi, quelli di Tuscania e Tarquinia attraversati dal fiume Marta e più di venti associazioni. Un contratto di lago, di fiume, di costa che passa attraverso un processo partecipato che parte dal basso e coinvolge la società civile e le istituzioni in un programma di rete che guarda lontano. Massimo Pelosi, membro del cda del Gal Alto Lazio, ha evidenziato il percorso seguito per la costituzione del Gruppo di Azione Locale e per la elaborazione del Piano di Azione Locale non sottacendo i ritardi e le difficoltà incontrate, mettendo comunque in evidenzia il positivo approccio della strategia che coniuga, attraverso lo strumento del partenariato, l’intervento pubblico e quello privato. Pelosi ha anche comunicato l’avvio dei lavori del Gal per il 2019 con azioni di animazione territoriale e la predisposizione dei bandi per le imprese che riguarderanno tre ambiti principali: sviluppo ed innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali, turismo sostenibile ed inclusione sociale. Il presidente della Provincia di Viterbo, Pietro Nocchi, infine, ha concluso sottolineando la necessità che l’ente Provincia riassuma un ruolo centrale per venire incontro alle necessità delle comunità locali attraverso un sistema di reti solidali».

 

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