Si è concluso ieri il confronto fra la Sogin, la società pubblica che ha l’obiettivo di individuare il sito per 100 mila tonnellate di scorie nucleari, e i comuni della provincia di Viterbo. Infatti ben 22 dei potenziali siti su 67 sono stati indicati nel territorio viterbese, così come 5 siti prioritari su 12 siano stati individuati nella Tuscia. Due di questi ipotetici siti sono stati indicati nell’area che comprende i comuni di Corchiano, Gallese e Vignanello. A questa consultazione hanno partecipato comitati locali, aziende, associazioni, il Biodistretto della via Amerina e delle Forre, l’avvocato a Santiapichi, l’Ingegner Marco Rossi e il geologo Antonio Mancini per conto dei tre comuni di Corchiano, Gallese e Vignanello.
Nel suo intervento il Presidente del Biodistretto Famiano Crucianelli ha evidenziato il grave errore della Sogin per aver ignorato fra i criteri della sua scelta il valore centrale dell’uomo, delle sue relazioni sociali ed economiche, della sua storia passata e presente.  Vi sono ragioni strettamente tecniche che attengono alle condizioni sismiche, allo stato delle acque alle infrastrutture del territorio che impediscono di portare in questa parte della Tuscia le scorie, ma a queste si aggiunge una incompatibilità irriducibile sociale, economica ed ambientale fra il deposito di 100 mila tonnellate di rifiuti radioattivi è un territorio quale è quello dei 13 comuni del Biodistretto.
Un territorio nel quale vivono 80 mila persone e che ha straordinarie eccellenze produttive.  Secondo polo della produzione della ceramica ceramiche in Italia. Primo polo della produzione di nocciole in Italia. Un’agricoltura di qualità con una superficie di più del 30% dedicata alla coltivazione biologica, un’agricoltura ricca di biodiversità con 17 prodotti riconosciuti come DOP e IGP.
Un territorio naturalisticamente prezioso come è testimoniato da monumenti naturali, da siti di interesse comunitario, da parchi naturali e dall’Oasi di Pian Sant’Angelo del WWF e del Parco Regionale Valle del Treya. Un territorio che ha una grande vocazione turistica per la sua archeologia, per la bellezza dei suoi paesi sospesi, per le sue dimore storiche e per le sue virtù naturali.
Crucianelli nel concludere ha affermato: “se qualcuno pensa di concludere di risolvere il problema dei rifiuti nucleari con un atto di imperio e con un dictat si sbaglia di grosso”.
Il Biodistretto ha poi ribadito che con questa consultazione si chiude una prima fase e che sono ormai maturi i tempi per una mobilitazione diretta dei cittadini e qualora la Sogin dovesse insistere con i siti di Corchiano, Gallese e Vignanello allora oltre la mobilitazione il Biodistretto chiederà a tutti i sindaci dei tredici comuni di promuovere una consultazione popolare, un referendum consultivo, perché sia chiaro a tutti quale è la volontà popolare.