Si terrà oggi 10 agosto, alle ore 18.30, presso la sala consigliare del Comune di Marta la presentazione del volume “Vivere sul lago – La pesca e i pescatori del lago di Bolsena” di Antonio Quattranni, edito dalla Annulli Editori. Iniziativa patrocinata dall’assessorato alla cultura di Marta, realizzata in collaborazione con la Proloco.

Nella prima parte del libro sono ricostruite le tracce che sul lago di Bolsena la navigazione e l’attività della pesca hanno lasciato sin dalle epoche preistoriche e che si sono tramandate fino al giorno d’oggi rappresentando un peculiare aspetto della costante interazione umana con il bacino lacustre.

La seconda parte è dedicata alla documentazione del lavoro dei pescatori che è descritto nei suoi aspetti di vero e proprio “stile di vita” e come un legame produttivo con l’ambiente acquatico, attraverso il quale la comunità dei pescatori ha intrecciato una naturale simbiosi con quella parte di “territorio” che è alla base di un mestiere da sempre esercitato attraverso un rapporto “libero” con il lago, contribuendo così a caratterizzare con specifici connotati storici e antropologici le comunità rivierasche.

I pescatori hanno assolto nei secoli il ruolo di raccogliere il fructus aque lacus, rappresentato dal pescato. Tale funzione ha avuto particolare importanza nelle epoche storiche passate, non soltanto per il valore alimentare o per il collegamento alle prescrizioni religiose del mangiare “di magro”, ma anche per gli aspetti antropologici legati alla difficoltà di svolgere il lavoro con strumenti e trappole rudimentali o con pesanti reti di canapa, quindi per la fatica dei remi quando non c’erano i motori.

In questo libro è ricostruita l’evoluzione storica ed è documentata la cultura materiale del mestiere o “arte” dei pescatori del lago di Bolsena, sia come gruppo sociale sia come attività di lavoro individuale, avendo come scopo quello di conservarne e tutelarne la memoria soprattutto collegandola alla consapevolezza di un retroterra storico che sin qui è stato in gran parte ignorato. Quella dei pescatori è perciò presentata come cultura del “dialogo” con le acque del lago e come fattore che contribuisce significativamente all’identità complessiva di questo territorio e che, nel corso del tempo, ha mantenuto anche profondi significati simbolici e culturali.

Antonio Quattranni, laureato in Lettere all’Università di Perugia, ha conseguito il perfezionamento in didattica dei beni culturali presso l’Università di Roma III. E’ stato borsista al Polinicum di Varsavia e all’Istituto Puškin di Mosca. E’ insegnante e pubblicista. Ha fatto parte del comitato scientifico per il Museo territoriale del lago di Bolsena ed ha contribuito alla istituzione dei Sistemi Bibliotecario e Museale tra i Comuni rivieraschi. E’ autore di varie pubblicazioni riguardanti la storia, l’antropologia e la didattica del territorio, in particolare della Tuscia. Nella serie di libri di questa collana ha pubblicato La caccia (2009), Il Maiale (2011), Il lavoro dei campi e la trebbiatura (2013), I buoi e il carro (2018).

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