MARTA – Marta, borgo medievale sulle rive del lago di Bolsena, ospita anche quest’anno la Sagra del Lattarino, pesce tipico delle acque dolci e profonde del lago.

L’origine di Marta, in mancanza di prove accertate è controversa, secondo la tradizione, deriva da un antico insediamento Etrusco, secondo altri il suo nome deriva dal fenicio Marath. Il primo millennio lacunoso di storia, ci tramanda la tragica vicenda del 534 d.C. che ha per protagonista la regina degli Ostrogoti Amalasunta, figlia di Teodorico, segregata e uccisa all’Isola Martana. La storia accertata del paese, inizia invece nel 726 d.C. quando il suo nome compare per la prima volta in un atto di donazione per la costituzione del “Patrimonio di S. Pietro in Tuscia”. Nel XIII secolo è fatta costruire dal Papa Urbano IV la Rocca, edificata secondo la leggenda con i resti dell’antica Bisenzio, di cui rimane unicamente la Torre ottagonale oggi simbolo di Marta.

Nel primo medioevo fu aspramente contesa fra Chiesa e Signorie; fu sottomessa ai Prefetti di Vico, ai Signori di Bisenzio, ad Angelo Tartaglia, agli Orsini ed infine dal 1537 al Ducato di Castro governato dai Farnese, fino al loro declino avvenuto con la distruzione di Castro nel 1649. In seguito a quest’avvenimento Marta, ritornò al dominio della Chiesa che lo mantenne fino all’Unità d’Italia. Monumenti storici interessanti da visitare oltre alla citata Torre dell’Orologio, sono: il palazzo rinascimentale del periodo Farnesiano che si erge accanto al Comune e soprattutto il romanico Santuario della Madonna del Monte, ristrutturato alla fine del quattrocento, eretto in cima ad un panoramico colle poco distante dal centro storico. Questo luogo sacro per i martani è inoltre importante perché rappresenta il fulcro della tradizionale e straordinaria festa della Barabbata.

L’economia di Marta in assenza d’industrie si basa principalmente sull’agricoltura, sulla pesca e il commercio del pesce. Nelle colture predominano la vite e l’olivo, che bene si adattano alla natura vulcanica del terreno.

Si parte VENERDì 2 GIUGNO con la città che si prepara ad accogliere i numerosissimi visitatori previsti anche per questa 42° edizione. Golosi, curiosi e appassionati di gastronomia potranno apprezzare la tradizione e il gusto di un pesce che ha antiche origini, ma una presenza non frequente sulle nostre tavole.

Nel 1976 anno della 1° Sagra, un gruppo d’amici:  Giuseppe Fratini, Antonio Lisoni, Scatarcia Costantino, Danilo Paganini, con l’approvazione di alcuni pescatori di professione, Pepparello, Gige l’Grosso, l’Draghetto, Giuliano il Bitter, attenti e sensibili,  entusiasti e consapevoli delle straordinarie  bellezze paesaggistiche del proprio paese, Marta,, e dei  tesori gastronomici del lago,  fondarono un circolo culturale alla memoria di Alberto Lisoni.

Da questo derivò subito  un’azione concreta, pratica ed originale  per quei tempi, “La Sagra del Lattarino”, sorta per far conoscere al pubblico il loro paese d’origine, non ancora considerato in quel momento una meta turistica.

Il Lattarino, pesce di piccole dimensioni (cm 8 o 10) di colore argento con sette pinne natatorie, che vive abitualmente nelle profonde acque del lago e si avvicina alla riva solamente in primavera per la fecondazione. La pesca del nostro lattarino, viene effettuata con reti particolari (detti retini), nel periodo che va da maggio a settembre.

Per gradi,  pian piano,  questa manifestazione si è affermata, ed è diventata una delle più grandi manifestazioni  della provincia di Viterbo. Conosciuta e apprezzata non soltanto in Italia, ma in molti paesi d’Europa. Una grande padella di  quattro metri di diametro troneggia su un piedistallo  nel parco lungo la riva del lago.

Nell’olio bollente che profuma,  vengono “gettati” i piccoli  lattarini  appena pescati e  infarinati. Il fritto fragrante,  servito su piatti di ceramica , non ha tempo di raffreddarsi. I turisti intorno a migliaia, sono serviti  da una schiera di volontari  vestiti di bianco e celeste, ragazzi e ragazze, giovani e meno giovani. Non sono camerieri, sono amici volontari che ospitano tutti coloro che vogliono passare un week-end in allegria e gioia. I cuochi sono pescatori di professione e tutti gli altri sono persone del posto che hanno voluto far conoscere alla moltitudine questo prelibatissimo pesce.

Dopo una giornata di rilassamento, al tramonto, dopo aver gustato e assaporato il croccante pesciolino, il turista lascia il paese di Marta soddisfatto e contento; una giornata ben spesa, un ricordo di cose autentiche,  fatte da gente vera e disponibile.

Golosi, curiosi e appassionati di gastronomia potranno apprezzare la tradizione e il gusto di un pesce che ha antiche origini, ma una presenza non frequente sulle nostre tavole.

Oltre alla frittura, i tre giorni della Sagra offriranno tanti appuntamenti ed eventi, che avranno inizio nei tre giorni a partire dalle ore 15.00 e proseguiranno fino a tarda serata.

Saranno presenti le autorità Provinciali e Regionali, che insieme alle bande Musicali daranno inizio festosamente alla 42° Edizione della Sagra, a cui parteciperanno giovani e meno giovani del luogo.

Al fine di incentivare anche la cucina tipica del lago, durante la manifestazione, verranno distribuiti gratuitamente degli opuscoli contenenti le ricette antiche ed attuali per cucinare in modi diversi il piccolo pesce di lago. (lattarino buionato, lattarino marinato, lattarino all’aceto, zuppa di lattarino, frittura di lattarino).

Circolo Culturale “Alberto Lisoni”
MARTA (VT)
42° SAGRA DEL LATTARINO
2-3-4 giugno 2017

Commenta con il tuo account Facebook