E’ uscito nei giorni scorsi il primo libro di Marzia Viola, un piccolo libro sul grande tema dell’accettazione di sé e degli altri.

Insegnante di sostegno dell’Istituto comprensivo di Montalto di C., 41enne, sposata con Carlo, due figli, due lauree (lingue orientali e scienze della formazione), da anni fa della diversità il focus del suo lavoro di integrazione ed inclusione. Ed è proprio grazie a questa esperienza che è nato “Il Viaggio intergalattico di Filù Filù”, casa editrice Albatros Il Filo, Collana Nuove Voci.

“Tutto è iniziato due anni fa – ammette Marzia – quando mi è stato chiesto di occuparmi della recita di fine anno per gli alunni  delle classi quinte della primaria. Ne uscì un copione cucito addosso alle loro vite, alle loro emozioni, alle loro prime sfide… La storia ebbe un grande successo, non solo tra i bambini ma anche tra i genitori e i colleghi, e mi venne quindi l’idea di trasformarlo in testo narrativo. Come tutte le cose che si fanno per sola passione però, non trovavo mai tempo per dedicarmi a questo sogno nel cassetto… C’è voluto il lockdown per convincermi di avere il diritto di avere tempo , e così il progetto è diventato realtà.

Il mio è un punto di vista privilegiato sul mondo della diversità: come insegnante di sostegno osservo e ascolto quotidianamente alunni che faticano a trovare equilibro ed accettazione di se stessi, ed è questo il tema principale del libro. Molti ragazzi si sentono isolati o esclusi dal gruppo solo perché hanno interessi diversi rispetto alla maggioranza dei loro coetanei. Un po’ come è successo a Filomena, la protagonista del libro, che ha molto dei miei alunni e, ovviamente, molto di me! Scrivere di lei è stato un po’ come rielaborare il mio stesso percorso. Sentirsi diversi – prosegue Marzia, vittima anni fa di un incidente ferroviario che le ha causato l’amputazione di una gamba – è difficile, ma offre l’opportunità di confronto indispensabile per un vero processo di crescita. La chiave sta nel capire che la vita è bella in tutte le sue sfumature, avvincente proprio per le sfide -a volte dolorose- che ci chiama ad affrontare. Sapersi riconoscere e saper permettere agli altri di conoscerci veramente: questo è l’unico modo per imparare ad accogliere la propria e l’altrui unicità.

Il secondo libro? Beh, ancora è presto per parlarne – conclude Marzia Viola testimonial dell’associazione SuperAbile Viterbo – però non nascondo che mi piacerebbe molto dialogare direttamente anche con lettori adulti… Ci sono fogli sparsi nei miei cassetti e spero di riuscire presto a concedermi di nuovo tempo per avere tempo!”.