Si alla riqualificazione del viale, no al taglio delle alberature!

«In riferimento alla nota dell’assessore Corona “demolizione e sostituzione delle alberature su ambo i lati” della via che accompagna al centro storico, – afferma Quinto Mazzoni – sono a comunicare che sul “viale Alberato” non permetterò che nessuna pianta venga abbattuta!

Da circa 100 anni o forse più, la cornice verde delle Chiome di viale Garibaldi ha visto gente passeggiare, truppe di soldati accorrere, ha filtrato sorrisi impuniti di bambini vivaci mano nella mano dei loro nonni, ha sbirciato negli occhi degli innamorati, accolto la fede di tutti i cittadini al passaggio delle processione. Quegli alberi hanno sofferto e gioito con noi, con i nostri bisnonni, i nostri nonni e i nostri genitori e dovrà continuare ad essere così per noi e per i nostri figli.

Non si può essere cittadini di Montalto ed al contempo pensare di abbattere quelle piante, ormai parte di noi, che custodiscono i ricordi di tutti, come il più maestoso fra essi: L’ALBERO DELLA MALDICENZA, il più maestoso fra tutti, che ha ascoltato civetterie, confessioni ed ha aspettato con noi gli amici tardare.

Chiedo ai consiglieri comunali di opposizione e di maggioranza, alle associazioni culturali e ai nostri compaesani di sposare questa causa, per continuare a mostrare ai nostri figli la maestosità di quel verde, nel racconto di ricordi ed aneddoti passati, perciò, stavolta, fuori della politica, c’è bisogno della collaborazione di tutti.

Diciamo no all’abbattimento degli alberi di via Garibaldi.

Collaboriamo insieme, associazioni, cittadini semplici, partiti dei diversi colori, perché nessuno tocchi gli alberi di viale Garibaldi, parte della nostra storia!

Farò tutto il possibile perché ciò che annuncia l’assessore ai Lavori Pubblici, Giovanni Corona, venga fermato, inizierò con una raccolta firme, e seguirò incontri di sensibilizzazione, interventi di esperti, ambientalisti… Utilizzero’ qualsiasi canale! Nessuno abbattera’ le piante del viale alberato, perché significherebbe abbattere parte di noi Montaltesi.
Giù le mani!».

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