MONTEFIASCONE – L’attuale Amministrazione del sindaco M. Paolini, dopo l’aumento delle tariffe riguardanti le lampade votive del civico cimitero, passate da sedici a diciannove euro annue, senza aver ascoltato il parere del consigliere delegato al cimitero, A. Merlo, il quale, comunque, avrebbe dato parere negativo, anche in considerazione che, attualmente, non è che la manutenzione dell’impianto sia delle migliori, nell’ultimo consiglio comunale del trenta novembre appena trascorso, forse, anche su impulso degli Assessori che s’interessano di Turismo, Cultura, Sviluppo del Territorio, ha introdotto la tassa di soggiorno sul territorio comunale.

Tale provvedimento fa seguito ad un manifesto affisso qualche tempo fa sulle pubbliche bacheche sparse nella città; manifesto firmato sia dal sindaco Paolini, sia dagli assessori P. Manzi e F. Notazio. Leggendo attentamente quanto comunicato ai cittadini, o meglio a quella piccola fetta di cittadini che hanno strutture ricettive e quindi operanti nel settore alberghiero, nel settore della ristorazione ed in quello dell’accoglienza turistica, si poteva già dedurre, in modo più o meno esplicito, che qualcosa di nuovo sarebbe uscito fuori.

Una nuova tassa sul turismo, che dovrebbe oscillare da un euro ad un euro e cinquanta, la quale, sicuramente, non lo favorisce, visto il poco movimento turistico nella città, ad eccezione di qualche periodo dell’anno, ne apporterà nelle casse del comune quei grandi introiti che ne dovrebbero giustificare l’esistenza.

Negativi commenti sono stati sollevati da tutti i membri dell’opposizione e forti perplessità sono state manifestate anche da qualche elemento della maggioranza in considerazione che la città di Montefiascone non offre validi servizi in questo settore; basti pensare che non vi è alcun negozio specializzato nella vendita degli oggetti ricordo specifici del ricco patrimonio artistico, basti considerare che la domenica tutti gli esercizi commerciali sono chiusi, da non dimenticare che sia i maggiori monumenti, come le cattedrali di S. Flaviano e S. Margherita, la Rocca dei Papi, sia gli altri monumenti minori, non hanno, al loro interno, un valido e completo sistema tecnologico personalizzato e plurilingue d’informazione storica.

Basti pensare alla grande anomalia di scelta politica del sindaco, forse unica in tutta la nazione, quando, nell’assegnare le deleghe, senza escludere che forse sia stato costretto, per possibili equilibri interni, ha frammentato l’unità Turismo in varie branchie, ciascuna delle quali, poi, affidata ad assessore diverso; frammentazione che non permette una valida organizzazione del settore. Il principio filosofico: non sunt multiplicanda entia sine necessitate, è sempre attuale. Non va dimenticata la posizione geografica della città, che, nel suo essere costruita sulla fiancata di una collina, quindi con discrete salite e discese, per certi ceti sociali, crea difficoltà ad essere visitata a piedi e non esiste alcun servizio di trasporto pubblico, entro le mura, con i famosi bus pollicini, come invece esiste in altri centri che si trovano in questa stessa situazione.

Pietro Brigliozzi

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email