MONTEFIASCONE – Nella sempre elegante cornice della Rocca dei Papi si è tenuta la Giornata della Memoria e del Ricordo, voluta dal Vice Sindaco e Assessore alla pubblica Istruzione Orietta Celeste, che ha organizzato l’evento e fatto da moderatrice, e appoggiato dalla Giunta Comunale, occasione in cui è stato anche presentato il libro dello scrittore e giornalista RAI Gennaro Cosentino “Da Melissa al Lager”, sulla vicenda di un deportato italiano, precedentemente impegnato nell’esercito come aviere, fatto prigioniero dai Nazisti nella Seconda Guerra Mondiale.

“Ringrazio il Sindaco con l’entusiasmo con cui ha sposato l’iniziativa – esordisce la Vicesindaco Celeste – tra cui il nostro Vescovo Monsignor Lino Fumagalli, le associazioni civili e militari, ha presenziato anche il nostro Capitano dei Carabinieri, le scuole del territorio e i lor splendidi ragazzi qui presenti. Questa deve essere la prima di una serie di eventi come tema la memoria e la salvaguardia dei valori della nostra civiltà.

Le classi di terza media dell’istituto Paritario Filippini hanno vinto il primo premio del concorso nazionale della Giovanni Grillo, con un toccante cortometraggio, interpretato dai ragazzi che, servendosi anche di riuscite coreografie di danza, ha poeticamente ricostruito la vicenda di Giovanni Grillo. Il premio, istituito dalla Fondazione di cui la Dottoressa Grillo è presidente, è patrocinato dal Ministero dell’Istruzione e dall’Aeronautica Militare. Il Prefetto di Viterbo ha inviato un messaggio per congratularsi con il brillante lavoro compiuto dai ragazzi.

“Oggi non deve essere un momento di mera retorica, ma una preziosa occasione di riflessione perché la Storia, anche quando si tratta di avvenimenti così folli e crudeli, può ripetersi. – sostiene il Sindaco Paolini – per questo ha senso la memoria: conoscere il passato ed esserne coscienti per contribuire a creare un futuro che sia migliore possibile.

Dal canto nostro, l’Amministrazione di Montefiascone è molto impegnata per celebrare queste occasioni di ricordo e riflessione, affinché siano rispettati e difesi i principi fondanti della nostra civiltà: libertà dell’individuo, rispetto del prossimo e democrazia”.

La dottoressa Michelina Grillo, dirigente del Ministero dell’Economia e delle Finanze e figlia del deportato Giovanni Grillo, entra del dettaglio del senso di una giornata, dove una vicenda familiare si intreccia con la Storia diventando così universale: “Il passato non si cancella, dimenticare non è possibile: il ricordo, quando si hanno di fronte vicende così segnanti, non può che essere una norma di civiltà, un progresso spirituale e culturale. I tragici fatti della Seconda Guerra Mondiale legati al Nazismo che hanno visto gli orrori delle deportazioni e dello sterminio del popolo ebraico, quelli dei massacri delle Foibe, questi ultimi fino a poco tempo fa colpevolmente omessi anche dai libri di Storia, sebbene i traumi che lasciarono in tante famiglie siano ancora ferite dolorosissime, si stanno allontanando nel tempo tanto che i testimoni oculari di quanto accadde vanno purtroppo ormai scomparendo. Proprio per questo il ruolo della scuola come portavoce dei Diritti Universali si fa ancora più necessario: c’è bisogno di memoria per le vittime, per i carnefici e anche per chi valorosamente si oppose a loro. Proprio mio padre fu una delle persone che sacrificarono la vita fino alla morte per onorare la sua divisa e il suo Paese: rifiutandosi di aderire alla Repubblica di Salò venne deportato in un campo di concentramento del Terzo Reich, affrontando condizioni di vita inumane. La sua esperienza umana è testimoniata dai suoi carteggi, che sono sia preziosissimi ricordi familiari che documenti di straordinaria utilità per ricostruire quel che veramente accadde, sulla pelle di chi ha vissuto gli avvenimenti. Perché la Storia non la fanno solo i papi e i re, ma anche i fanti”.

L’incontro si chiude con un invito alla speranza della stessa vicesindaco che cita Anna Frank: “E’ un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde ed inattuabili. Le conservo ancora nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo”.

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