Montefiascone

In ogni cosa c’è un limite, in ogni realtà c’è una oggettività incontestabile, in ogni azione è necessario sapere cosa si fa; ebbene, in Montefiascone, dal Natale dello scorso anno, appena circa quattro mesi fa, una serie di esperti, più o meno tali, stando al fatto concreto ed ai risultati ottenuti, si è susseguita cimentandosi nell’illuminare la terza Cupola d’Italia qual’è quella della basilica della concattedrale di S. Margherita, in Montefiascone riportando insoddisfacenti, per non dire, negativi risultati.

Nonostante tutto questo susseguirsi d’interventi, di fatto, la Cupola è sempre più buia; tutto questo, fa pensare che chi si cimenta in tale avventura sta dimostrando di non conoscere bene i principi più elementari dell’architettura, di sapere poco come è fatto il complesso della cattedrale nel suo insieme, di essere poco preparato nella conoscenza dei comportamenti della luce e del suo irradiarsi sulle varie diverse superfici.
La struttura architettonica esterna della Basilica di S. Margherita ha quattro punti fondamentali: la base, il tamburo, la Cupola ed il cupolino.

Nell’illuminarla tutti parlano d’illuminare la Cupola, ma di fatto illuminano poco soddisfacentemente la base,  male il tamburo che sarebbe la grande fascia sotto la cupola di colore giallo, per nulla la Cupola ed il Cupolino soprastante.

Tanto per far comprendere il discorso, invito tutti questi tecnici dell’illuminazione, come c’è ventuo qualche assessore, a venire la sera in Via Montisola in Zepponami, in linea d’aria un Kmetro e mezzo dalla Cupola così si renderanno conto della cattiva illuminazione che è in atto. Mi fermo quì poichè, non ci vuole un giornale, ma un voluminoso volume, per spiegare bene tutta la situazione, il tema verrà ripreso, quanto prima, con diverse puntate sulla TV per Montefiascone, Scatto Matto live, un Contadino vaga per la Città.

 

 

Pietro Brigliozzi