MONTEFIASCONE – Nei giorni scorsi, qualche bagnante, sia tra quelli giornalieri che occasionali, sia tra quelli che si fermano per diversi giorni a godersi il refrigerio nelle limpide acque del lago di Bolsena, e frequentano il lungolago di Montefiascone, nella zona dove è stato realizzato il tratto del nuovo muretto, ci hanno segnalato che la nuova ringhiera, con neanche un anno di vita, posta a protezione, sul muretto stesso, inizia a mostrare sintomi di avanzato degrado.
Dopo attento sopralluogo ed accurata verifica, quanto segnalato dai bagnanti è apparsa dura realtà ai nostri occhi.

In vari punti della ringhiera, infatti, appaiono diversi punti in forte arrugginimento. La ruggine, non solo appare sulla piattina di base nei pressi dei collegamenti, ma anche su qualche tratto di corrimano posizionato lungo le piccole e brevi gradinate le quali, dal livello della strada soprastante, portano sulla spiaggia vera e propria.

Nel contesto, qualche altra persona, ha fatto notare anche che la ringhiera, in qualche punto è stata fissata con del fil di ferro al posto del bullone; la medesima mostra di avere un certa flessibilità che crea allarmismo psicologico a chi ad essa si appoggia.

Non è nostro interesse emettere guidizi e valutazioni, lo lasciamo effettuare all’opinione pubblica, ma una cosa è certa; dopo qualche anno di lavori, dopo qualche centinaio di migliaia di euro spesi, già emergono simili contrattempi; la verniciatura lascia molto a desiderare e la ruggine ha iniziato a svolgere la sua opera di corrosione del ferro.

Come risultato dalla verifica, i longaroni non sono in ferro pieno ma in tubolare, il che significa, che, in poco tempo, se non s’interviene subito in modo efficiente, i longaroni di testa e di base, saranno totalmente corrosi con le conseguenze ben comprensibili.

Nel contesto della prevenzione, ci permettiamo suggerire agli organi competenti d’intervenire, sia per effettuare una ricognizione più accurata, sia per provvedere, conseguentemente, a risanare una verniciatura che, certamente, viste le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti, non è stata fatta con la dovuta migliore tecnologia.

Tutto questo, prima che la ruggine corroda ulteriormente il ferro, indebolendolo e facendogli perdere parte di quelle caratteristiche specifiche di robustezza per le quali è stato impegnato nello svolgimento di quel servizio.

Il tutto nella consapevolezza che la ruggine è il nemico numero uno del ferro ed una volta che lo ha attaccato, se ne impossessa sempre più dando vita ad un processo di corrosione irreversibile e distruttiva.

Pietro Brigliozzi

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