La politica locale in Montefiascone non perde occasione per stupire l’opinione pubblica, la quale, prima o poi, dovrà aprire gli occhi alla luce di quanto è successo in questi ultimi giorni e le varie vicissitudini con le quali va avanti l’attuale Amministrazione del sindaco Paolini.

Tutti ormai ne parlano e, in ogni cricca politica, quanto scriviamo si dice è per voce di popolo, voce di verità.

Dopo che dalla maggioranza, per i più svariati motivi che non stiamo qui a ricordare, per ovvie ragioni, essendo tra l’altro abbondantemente note a tutta la città, è arrivata la sorpresa delle dimissioni di Luciano Femminella dall’incarico di Presidente del Consiglio comunale (carica che oltre il prestigio politico, gode di uno stipendio di circa mille e trecento euro mensili) voci di corridoio e dai salotti del paese danno per certo il nome del suo successore.

Tanti nomi sono stati fatti e poi si sono rivelati infondati, fino al colpo di fulmine a ciel sereno di ieri mattina, allorché si è saputo, della posizione assunta dal consigliere Bellacanzone che, già da lunedì sorso, stando alle voci accreditate anche da qualche consigliere della stessa opposizione, a mo di salto della quaglia, su richiamo dell’allettante incarico che gli sarebbe stato conferito dalla maggioranza stessa, avrebbe lasciato l’opposizione per passare con maggioranza.

Quale contropartita, l’incarico di Presidente del Consiglio Comunale, lasciato libero dal Femminella.

Bellacanzone già in passato aveva votato con la maggioranza scatenando l’ira della sua formazione politica e per questo sospettato.

Bellacanzone, ad onor del vero, non è mai stato un forte e determinato oppositore, anzi, in più occasioni, o con l’assenza giustificata o trincerandosi dietro più o meno sofisticate richieste di sfumature di chiarezza dei problemi messi a votazione, ha assunto un atteggiamento che ha lasciato tutti molto perplessi, il partito che ha alle spalle, e, sopratutto, in modo del tutto speciale, la cordata dei suoi colleghi dell’opposizione, Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico.

Pietro Brigliozzi

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