Palumbo Franco Montefiascone

Nella mattinata di ieri, come tradizione vuole, anche se la festività di S. Antonio Abate, protettore degli animali era riportata dal calendario nella giornata di venerdì, presso la chiesetta rurale in frazione Fiordini, è stata celebrata la festa in onore del Santo.

Come è noto, questo Santo è conosciuto dall’intero mondo degli agricoltori, soprattutto dal comparto degli allevatori come patrono degli animali ed è molto facile trovare la Sua immagine nelle stalle e negli ovili.

La cerimonia, organizzata dalla ONLUS Fiordini dell’instancabile presidentessa Ornella Zaccani, con la collaborazione di tutto lo staff in costumi della società contadina, ha avuto un ottimo successo; in molti, infatti, con i propri animali, come cavalli, pecore, agnelli, mucche, asini, cani, gatti, galline ed anche qualche attrezzo e macchinario della più moderna agricoltura industriale, hanno presenziato alla cerimonia sul piazzale antistante la chiesetta ove, l’ormai tradizionale esperto fuochista Luigi Ferri, con il legname offerto dalla ditta Flaviano Placidi legnami, ha acceso il grande fuoco e ne ha curato il suo regolare svolgimento, in onore del Santo.

Fuoco che, tra l’altro, è servito a riscaldare i presenti, visto che la temperatura, si aggirava intorno ai nove gradi.
Alla cerimonia, oltre le Forze dell’ordine, hanno partecipato anche alcune autorità come il sindaco Massimo Paolini che ha posto a tutti i presenti i suoi saluti, e gli Assessori Rita Chiatti e Paolo Manzi.

Massimo Paolini e gli Assessori Rita Chiatti e Paolo Manzi

Il parroco don Luciano Trapè, alle ore undici, ha celebrato la Santa Messa, al termine della quale, dal sacrato della chiesa, ha impartito la sollenne benedizione alla quale ha fatto seguito un buffet, costituito da bevande calde, caffé, cappuccini e succulenti dolci, orgogliosamente offerto da un locale supermercato, sempre attento a questo tipo di manifestazioni. Il servizio sonoro e relativa amplificazione è stata curata della Raff Records guidata da Franco ed Alessandro Pagliaccia.

Tanto per essere in tema e rendere il momento più vicino possibile alla realtà, era presente anche S. Antonio, ovviamente impersonificato da un signore vestitosi con il saio ed il mantello, con il bastone in mano che, come tradizione vuole, dovrebbero essere stati quelli portati dal Santo, durante la sua vita.

Pietro Brigliozzi