Sono ormai circa due mesi da quando è cambiato il consigliere delgato del sindaco Paolini alla gestione del cimitero e certe negative conseguense sono sotto gli occhi di tutti.
Innanzi all’ingresso della parte storica del cimitero vi sono le due lampade spente da due mesi, non si sa se fulminate o se volutamente lasciate spente.

In diverse ore della giornata, causa una non corretta pianificazione e strutturazione dell’orario di servizio dei due custodi, il cimitero è completamente privo di accurata vigilanza, per cui, chi che sia, può benissimo entrare, uscire, vagabbondarvi e fare altro, senza che alcuno possa dire qualcosa e senza che qualcuno si renda conto di quanto accade all’interno dell’intera area sacra che, ormai, si agira intorno ai cinque ettari.

I vari furti avvenuti negli ultimi tempi sono la riprova di quanto si sta rilevando.

Diversi giorni fa, poi, il sindaco Paolini, dall’alto della sua sedia gestatoria, dietro al pomposa scrivania, con soddisfazione, quasi chissà quale traguardo avesse raggiunto, tuonava, più o meno con questa frase: oggi è iniziata la manutenzione del cimitero.

Da attento controllo, detta manutenzione si è concretizzata un normale sfalcio delle erbe, le quali, di diversi vialetti del cimitero, ne avevano fatti stradine di antipatico e disdicevole verde, poi nulla più.

Secondo il Vocabolario della lingua italiana lo sfalcio delle erbe è una fase della manutenzione; il concetto di manutenzione è ben altro.

Ci siamo aggirati per il cimitero e, su questo concetto, abbiamo constato che di manutenzione al cimitero se ne fa veramente molto poca.

La pulizia dei fornetti vuoti lascia molto a desiderare; la pulizia tra le cappelle ugualmente, quella della vaschetta di raccolta dell’acqua di alcune fontanelle non ne parliamo, in altre cresce abbondantemente le gramigna; alcuni pezzi della pavimentazione di alcuni vialetti è mal ridotta e costituisce un pericolo pubblico; su alcuni muretti la copertina è a pezzi penzolanti con il pericolo che cadano in testa a qualcuno; la sostituzione dei vecchi cassonetti, in lamiera, spesso arruginita, per la raccolta deirifiuti, maggiormante floreali, inziata dal delegato A. Merlo, con la fattiva e costruttiva collaborazione dell’assessore Roscani prima, proseguita poi con l’interessamento dell’assessore Chiatti, non è stata più portata avanti e completata, come pure l’installazione delle fontanelle, inziata anch’essa dal Merlo; alcuni rubinetti non chiudono bene e non vengono sostituiti.

Il muro di cinta, a nord, nella zona dei servizi Igienici, della parte vecchia del cimitero, minaccia di crollare da un momento all’altro portandosi dietro le tombe ad esso appoggiate. L’impianto di videosorveglianza sembra essere fuori uso.

Per non parlare dell’impianto di fornitura elettrica alle tombe che lascia molto a desiderare.

Varie piante ornamentali, messe a dimora dal Merlo, si sono seccate per non essere state regolarmente innaffiate, Di quale manutenzione, dunque, parla il sindaco Paolini?

In questi giorni, poi, lungo alcuni vialetti è apparso un prodotto che non si era mai veduto, almeno da sette anni a questa parte, bianco a forma granulare; non si sa cosa sia: diserbante? pensano alcuni; concime? pensano altri; sale disserbante? forse.

Comunque sarebbe bene che organi di controllo intervenissero per chiarire di che prodotto si tratti e tranquillizzare la gente che frequenta il cimitero.

Pietro Brigliozzi

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