MONTEFIASCONE Nel contesto della Fiera del Vino, presso sala riunioni della locale Cantina Sociale di Montefiascone, alla presenza di molti viticoltori, sindaci emeriti come A. Ferrara e N. Fumagalli, il presidente della cantina P., Carletti il sommelier dott. R. Trapé, il presdiente del consiglio comunale L. Femminella, l’assessore M. Ceccarelli, assente l’assessore all’agricoltura ed alla cultura, si è tenuta un’importante conferenza durante la quale, il coordinatore della medesima, Mario Trapè, ha annunciato la costituzione e, soprattutto, l’entrata in vigore del Consorzio di Tutela e la conseguente modifica del Disciplinare.

Erano presenti sul tavola dei relatori il prof. Fabio Mencarelli, ordinario di enologia presso la prestigiosa Università della Tuscia, il quale, nel suo intervento, tra le altre cose, ha tenuto a ribadire la stretta collaborazione che esiste tra la Facoltà ed i viticoltori che hanno intrapreso una nuova via nel modo di coltivare la vite, al fine di avere la maggiore qualità possibile già sul campo, senza dimenticare, ha concluso l’illustre ospite, che la bontà e qualità del vino non si creano in cantina, nella quale si perfezionano, ma prendono la loro forma, il loro DNA, già sul campo. La sperimentazione che si sta facendo sui campi della Commenda, ha proseguito il professore, è stata possibile anche grazie al supporto dato dall’ARSIAL, in considerazione che, nel vigneto, l’enologo ed il coltivatore sono cittadini e quindi è necessaria fare una specifica formazione affinché i due soggetti della produzione dell’uva e quindi del prodotto vino, lavorino in perfetta sintonia.

Era presente anche il Dott. Francesco Calpizzi, produttore vinicolo e consigliere della Feder DOC. Egli, nel suo intervento, ha sottolineato soprattutto l’importanza della rappresentatività del vino e la sua pubblicizazione nel mondo. Va tenuto conto, ha detto il Calpizzi, che Montefiascone è una realtà peculiare che non deve temere confronti per l’ottima posizione che ha; una zona collinosa, esposta al sole, terreni malleabili e quindi tutto ciò deve favorire il trinomio di produzione che si configura in arte, uomo, ambiente. Tenendo conto anche dell’altro trinomio che caratterizza la specifica bontà del vino di Montefiascone: luogo di origine, peculiarità dei vitigni e tradizione.

Il vino Bianco di Montefiascone è sicuramente uno dei più rinomati del centro Italia e, comunque, conosciuto in tutto

il mondo, ma soffre del suo valore inespresso rispetto al concetto di cui gode di Denominazione di Origine Controllata. Oggi questo vino ha necessità di un suo adeguamento conoscitivo al mercato, solo così, potrà essere rivalutato con una migliore proporsione tra qualità e prezzo nella consapevolezza che il costo, anche alto, non è mai penalizzante; di contro, la scarsa qualità è penalizzante anche a costi stracciati.

Disciplinare corretto ma anche coltivatori con mentalità nuova ed in tempi brevi. Il tempo e velocità nel prendere decisioni e fare scelte nel suo contesto, è fondamentale; le scelte lente e ritardate finiscono sempre per essere superate già nella loro entrata in vigore. E’ auspicabile, ha concluso il Calpizzi, che la Tutela ha già fatto un nuovo passo in avanti, non più tutela di un vino o di alcuni vini ma tutela dei consorzi consorziati.

Assaggiato poi il nuovo vina, La COMMENDA, prodotto dalla Cantina Sociale, lo ha definito eccellente e di grande qualità. Questo si che è vino da validità mondiale.

Ha preso poi la parola il conosciutissimo enologo Riccardo Cotarella che ha applaudito alla costituzione del Consorzio, vista la sua costante collaborazione con la Cantina di Montefiascone ed ha sottolineato, nel suo intervento, che la tutela del vino deve essere qualitativamente ma, soprattutto, quantitativamente, facendo leva sul concetto fondamentale dei tempi moderni che è la corretta ed efficace comunicazione. Per l’Est! EST!! EST!!! è ora di farla finita presentarlo con un fondatore Ubriacone. Tale tradizione o leggenda con le peculiarità del vino non c’entra niente.

L’ubriachezza, gli ubriaconi, oggi, sono la negazione del vino e delle sue doti anche alimentari. Comunicazione che non è l’attuale sistema e modo della Fiera del Vino, essa, così com’è, è dannosa, è fiera dell’alcool, è aculturale; è fuori dai parametri della degustazione del buon vino, della presa d’atto delle sue qualità organolettiche, delle sue doti utili e necessari all’organismo umano. Il vino va quindi aggiornato senza essere però tradito nelle sue origini, quindi: storia, cultura, tradizioni, presentazione del vino, presentazione dell’uva, con l’illustrazione del territorio e del suo essere, geograficamente parlando, quindi altitudine sul livello del mare, temperatura media, esposizione al sole, entità climatiche nel loro insieme. Concludendo, l’illustre enologo, ha riconfermato la sua piena collaborazione con la Cantina di Montefiascone.

Il concetto di Fiera del Vino, per come viene fatta, da noi, più volte, anche negli anni passati, è stata definita una sacra paesana di pessimo gusto, oggi ha trovato la conferma. Le cantine che sono nel Consorzio di Tutela sono: Cantina Sociale di Montefiascone, Cantina Bigi, Cantina Leonardi, Cantina Stefanoni, Cantina Puri, Cantina Graziotti.

Pietro Brigliozzi
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