MONTEFIASCONE – Montefiascone città quasi come quelle del terzo mondo; l’acqua potabile è introvabile e stiamo nel duemiladiciotto. In qualche luogo della città una sparuta autocisterna con acqua a disposizione di tredicimila persone, un vero paradosso ma è così. Di chi le responsabilità?! Tante le teorie che corrono tra la gente, ma una sola è quella certa; la responsabilità è dell’Azienda che gestisce l’intero impianto idrico che rifornisce la città ed allo stesso tempo gestisce le varie condotte di scarico delle acqua già utilizzate in modi ed mille diverse maniere.

La realtà è una sola; sono ormai diversi giorni che la città di Montefiascone, nella sua rete capillare di distribuzione, ha acqua non solo non potabile ma non utilizzabile se non per un solo uso: lo scarico del water. Qui una miriade di critiche e considerazioni serpeggiano legittimamente tra la gente: di chi la responsabilità di questo sfascio totale?! Che senso ha pagare la bolletta?! Quando riavremo acqua potabile nei nostri rubinetti di casa se le varie analisi di quest’ultima settimana, hanno dato risultati disastrosi e quelle ripetute di controllo, anziché essere più confortevoli, hanno ulteriormente peggiorato la situazione?!

Una cosa è certa; le responsabilità dirette sono da addebitare all’Azienda che gestisce acquedotto e fognature, in seconda istanza si possono attribuire a chi era preposto al controllo e forse non lo ha fatto a tempo debito, in ultima istanza si potrebbero addebitare all’Amministrazione che però, onestamente, non se ne vede il nesso ne si trovano le motivazioni. In questo contesto sono giustificabili le preoccupazioni del sindaco, il suo darsi da fare per trovare idonea soluzione ed al tempo stesso le preoccupazioni del consigliere A. Merlo, che, sentite molte persone e su consiglio della sua segreteria, non si tira indietro dal prendere alcune precise posizioni identificabili in alcuni filoni sostanziali: avviare le procedure e vedere se esistono i presupposti per non pagare le bollette; incrementare le autobotti per la distribuzione d’acque in tutti i centri abitati grandi o piccoli che essi siano con particolare riguardo di priorità alle scuole, agli asili nido, alle strutture sanitarie.

Il consigliere Merlo, al fine di poter accellerare i tempi e rimediare a questa calamità, suggerisce anche di verificare la potabilità del pozzo nei pressi della zona sportiva delle Fontanelle e, in caso di potabilità e salubrità dell’acqua, immetterla subito nella rete della città o in una parte di essa.

Intanto si elevano molte voci che sostengono la poca capillare informazione data ai cittadini su questo argomento.Molti sanno della cosa per sentito dire, altri lo hanno saputo in ritardo. E’ vero che la notizia era stata data tramite il sito del comune, ma non tutti hanno in casa il computer, non tutti lo sanno usare o lo usano sistematicamente; per una realtà così grave, una ìnformazione con editti in tutte le varie bacheche della città e frazioni, sarebbe state cosa più opportuna affermano in molti, specialmente gli anziani.

Pietro Brigliozzi

 

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