Villa Serena

Tra le molte tematiche portate alla ribalta nell’ultima seduta del consiglio comunale di Montefiascone, anche la casa di cura, Villa Serena, ha avuto la sua parte. Le vicessitudini organizzative e strutturali che sono alle spalle della struttura, sono a tutti note, per cui, la discussione su di essa non poteva mancare; ad intavolare la discussione è stato il consigliere della Lega Augusto Bracoloni, con una nota scritta, poi messa a gli atti. Abbiamo avvicinato il Bracoloni per saperne di più.

Sig. Bracoloni, secondo Lei, una struttura, quella di Villa Serena, che naviga in acque, non diciamo brutte ma sicuramente agitate?
Non posso contraddire quanto ho già detto in consiglio e tengo a ribadire che la situazione della struttura, nel suo insieme, non è delle più rosee. Rivolgendomi al sindaco confermo ancora: Lea gestione di Villa Serena è stato l’argomento che l’Amministrazione da lei diretta, sindaco Massimo Paolini, ha ritenuto di affrontare con assoluta immediatezza e priorità rispetto a tutto il resto dei problemi. La modifica unilaterale dei patti sociali, che ha di fatto determinato la conseguente naturale reazione del patner privato con l’invio delle proprie dimissioni, ha stravolto l’asset societario, consegnando la gestione da una fase provvisoria che doveva essere utile all’adozione di ogni provvedimento necessario a definire i contenuti del rapporto di partenariato, la modalità di scelta del nuovo socio privato, fase provvisoria connotata dalla gestione affidata ad una società a capitale integralmente pubblico.

Come giudica l’estromissione della parte privata? Si prevedono nuovi soci?
L’estromissione del socio privato ha generato più difficoltà che vantaggi esponendo la gestione a rischi di stabilità di cui ora deve farsi integralmente carico il comune. Ciò che era stato presentato come provvisorietà ha assunto il carattere di stabilità e continuità. Per la ricerca di altro socio non ci risulta l’attivazione delle speciali procedure, anzi tutt’altro, unico gestore, ora, è solo la parte pubblica. Tutto ciò e da ritenersi estremamente pericoloso per la continuità della gestione e parimenti pericoloso per l’Amministrazione comunale che potrebbe trovarsi a fronteggiare sia difficoltà economiche che squilibri societari. Pericoli che non sembrano molto remoti, visto che solo pochi giorni fa l’amministratore delegato, sig. ra Elisabetta Ferrari, è ricorsa all’intercessione del sindaco per il pagamento degli stipendi al personale.

In questo stato di cose, siamo veramente alla frutta?
Se l’Amministratore delegato è arrivato a questa scelta, se chiede la sistemazione dei propri crediti, essendo a rischio il pagamento dello stipendio ai dipendenti, è evidente che ha utilizzato tutte le risorse a sua disposizione, compresi gli affidamenti bancari, lascio ai lettori tirare le conseguenze nel considerare lo stato di precarietà economica in cui versa la struttura. Ritengo, di fermarci quì, in attesa degli sviluppi futuri anche se il sindaco al consiglio ha risposto che tutto va bene e che tutto è rose e fiori.

 

Pietro Brigliozzi

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