MONTEFIASCONE – Gli operai del comune, con la solita professionalità che li distingue, per incarico del delegato al cimitero, A. Merlo, sotto la supervisione del capo squadra M. Chiodo, nella giornata di oggi, hanno provveduto alla soluzione del problema dello scolo dei canali delle acque piovane.

La facciata era dotata di due canali senza discendenti che, da oltre quattro metri d’altezza, scaricavano le acque piovane sul ristretto passaggio obbligatorio per il grande pubblico parcheggio, creando seri problemi di visibilità agli automobilisti, visitatori del cimitero che di li devono passare andando a parcheggiare la propria auto.

L’abbondante volume d’acqua che, nel periodo delle piogge, detti canali scaricavano in terra, colpiva con forza il parabrezza ed i tettini delle auto facendo perdere ai guidatori le visibilità ed essendo, ben due a distanza ridotta nell’arco dei sei sette metri, era molto facile perdere il pieno controllo del mezzo.

Con l’intervento di oggi, i mozzoni dei canali sono stati tagliati e ridotti ad una piccola distanza dal muro, quindi, sono stati installati gli appositi discendenti in lega, per cui, ora, le acque sono totalmente imbrigliate ed i suddetti inconvenienti eliminati.

Un altro piccolo passo avanti verso quella totale riqualificazione del cimitero e delle sue infrastrutture perseguite con tenacia dal delegato comunale Merlo. L’intervento di bonifica, avvenuto sotto gli occhi di diversi visitatori che in quelle ore si recavano al cimitero, è stato apprezzato e condiviso dai medesimi.

Si attende l’approvazione della nota esplicativa al regolamento cimiteriale generale, già elaborata e, da diverso tempo consegnata al sindaco, per procedere alla realizzazione di ulteriori aggiornamenti tecnici-sociali, prosegue il Merlo, i quali renderanno il civico cimitero una struttura più moderna, più dignitosa ed adeguata alle esigenze dei tempi moderni, secondo le norme riguardanti sia la sicurezza per i visitatori che le ditte operatrici all’interno, senza dimenticare un più dignitoso modo di lavorare degli stessi custodi.

Pietro Brigliozzi

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