MONTEFIASCONE – L’assessore alla Protezione civile Fabio Notazio parla dell’approvazione del Pec, il Piano di emergenza comunale, approvato la settimana scorsa dal Consiglio comunale: “Mi complimento con il lavoro svolto dai tecnici incaricati, che ci ha permesso di poter chiedere il finanziamento regionale. In tal modo, il piano non peserà sulle casse comunali”.

Il Piano di emergenza comunale (Pec) è stato approvato. Il Consiglio comunale di mercoledì scorso, ha detto ok all’aggiornamento del piano alla nuova normativa (delibere di giunta regionale 363/14 e 415/15). Durante i lavori consiliari, Luciano Cimarello ha nutrito delle perplessità su alcuni punti del piano: “L’attacco della minoranza è figlio di una superficiale analisi del Pec”, dice ancora l’assessore. “Infatti, l’ex sindaco non tiene conto della normativa vigente”. Cimarello aveva accusato i tecnici di essersi dimenticati le aree di attesa delle Mosse e delle Coste. “Non è così”, spiega l’assessore. “Confrontandomi con i tecnici incaricati (l’architetto Nastassia Maria Andreani e il geologo Sante Camilli), e analizzando gli elaborati tecnici e le linee guida, è emerso che per Le Mosse e per Le Coste non ci sono aree pubbliche utilizzabili per diventare aree di attesa e di emergenza. Ci impegneremo a trovare una soluzione, magari con degli accordi con privati”.

Com’è strutturato il piano di emergenza comunale? Elaborati tecnici e grafici sono alla base del nuovo Pec: sei tavole di sintesi, di cui tre rappresentano gli scenari di rischio, oltre a schede e relazioni tecniche. Le tavole, partendo dall’inquadramento territoriale e dall’individuazione delle aree e degli edifici strategici nell’ottica della gestione dell’emergenza, hanno mostrato gli scenari possibili associati a vari rischi che possono interessare il centro abitato e le frazioni.

Ecco i possibili scenari prevedili nel territorio comunale: scenario di rischio idrogeologico e geologico; sismico; rischio di incendio o incendio di interfaccia. In più, è stata eseguita l’analisi della condizione limite dell’emergenza. La quale ha valutato le possibili interferenze su edifici strategici, aree di emergenza e collegamenti fra questi, in caso di sisma.

Nella stesura del piano di emergenza, si è tenuto conto delle criticità che caratterizzano l’articolato territorio comunale. La scelta delle aree di emergenza e di attesa, è stata condizionata dalla presenza di zone censite a rischio frana, a rischio di instabilità durante il sisma e in generale di attenzione a livello geomorfologico. Il censimento di queste zone è stato fatto dalla Regione Lazio (Autorità dei bacini regionali) e Autorità di bacino interregionale del fiume Tevere.

Inoltre, la giunta ha individuato il Coc, Centro operativo comunale (la sala di coordinamento per gestire l’emergenza), insieme alle nove funzioni di supporto per la gestione e il coordinamento nelle varie fasi di emergenza, con decreto del sindaco.

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