Qualche giorno fa abbiamo parlato di qualcosa di misterioso che stava nascendo nella città di Montefiascone; oggi, dopo l’inaugurazione di sabato, appena trascorso, ogni arcano è chiaro, ogni segreto è svelato.

Un gruppo di giovani, capeggiati da Alessandro Pagliaccia, si sono riboccati le maniche, hanno preso in affitto una vecchia ma gloriosa cantina in Via Bandita, vi hanno apportato con proprie mani dei miglioramenti adeguandola alle esigenze del nostro tempo specialmente del mondo giovanile.

Alla cerimonia di inaugurazione, ha partecipato la vice sindaco Orietta Celeste anche per il suo incarico alle politiche sociali e tante persone, circa cinquecento, dall’età più diverse, dalle esigenze più disparate, dalle mentalità più aperte, che sono accorse per rendersi conto di quanto stava avvenendo e curiosando se vi fosse stato uno spazio adeguato alle loro esigenze di giovani, di persone di media età e di persone mature. La cerimonia è iniziata intorno alle diciotto e trenta e si è conclusa intorno all’una. Un piccolo complesso ha allietato la serata con musiche di ogni genere.

Tutti hanno apprezzato l’allestimento del locale, abbastanza spartano ma molto accogliente nella suggestività della cantina. Un ambiente naturale con luci che, nel contesto del buio della grotta, creano suggestività e riservatezza. Basta visitarlo per rendersene conto.
Sig. Alessandro ci sveli i segreti?

Abbiamo voluto creare, quì in Montefiascone, un ambiente diverso, con un allestimento diverso, un ambiente ove tutti possono trovare un momento di spensieratezza e di svago, un ambiente ove deve regnare la felicità, la gioia nella correttezza civile e nel rispetto reciproco.

Un ambiente ove le persone potranno parlare tra loro, ove si potranno organizzare, tra amici, ricorrenze e degustazioni di vario genere, ove si potranno organizzare conferenze con specifici temi per piccoli gruppi, ove sia la musica che il ballo potranno essere la compagnia di tutti i presenti. In tutto questo contesto e su questa linea abbiamo cercato di creare l’habitat della cantina per essendo in un tinello.

Il nome?
Molto semplice ed intonato alla natura ove lo sguardo si perde per la Valle Perlata e per il lago: Punto “BELVEDERE”.

 

Pietro Brigliozzi