MONTEFIASCONE – L’incontro a porte chiuse tra il sindaco Paolini ed i consiglieri Bracoloni e Merlo, non ha prodotto gli effetti sperati dai due consiglieri di maggioranza. L’incontro è avvenuto, qualche giorno fa, ma se ne è avuta ufficiale notizia soltanto oggi. Esso è avvenuto nello studio comunale del sindaco Paolini, in modo riservato ed esclusivo.

Vari gli argomenti toccati sia di ordine strettamente politico che di ordine amministrativo.

L’incontro ha fatto seguito ad un altro avvenuto circa un mese fa dopo le dimissioni dal consiglio della Roscani e del conseguente ingresso del Bracoloni, primo dei non eletti. In quell’incontro, ricordando che il Bracoloni appartiene al partito, Noi con Salvini, che, comunque, faceva parte della lista civica capeggiata dal Paolini che poi ha vinto le ultime elezioni comunali, presenti anche i dirigenti della lega a livello provinciale e regionali, tra le altre cose, si parlò del posto politico che, secondo gli accordi pre elettorali, doveva andare al Bracoloni, conclusosi con un nulla di fatto.

In questo secondo incontro congiunto i due consiglieri di maggioranza, l’uno appartenente alla Lega di Salvini e l’altro rimasto rappresentante della Lista Civica, hanno confermato le richieste già avanzate in altri incontri. Tutti e due hanno ribadito il concetto di contare in giunta. In questo contesto è chiaro che tutti e due hanno diritto di parità rappresentativa, ma, per come sono andate le elezioni ed i voti che i singoli hanno preso, una certa priorità dovrebbe scattare nei confronti del Merlo, senza escludere che, con la costituzione dei partiti, la lista civica si è frantumata per cui, ora, ogni forza politica, giustamente, vuole essere rappresentata all’interno della giunta. Da non sottovalutare che i due soggetti politici sono rappresentanti di forze politiche diverse che hanno diritto ad un ruolo importante e vogliono, come logica politica vuole, una equilibratura della giunta stessa. Qualora si tiene conto che, più volte, il sindaco Paolini ha giustificato alcune scelte, affermando che gli incarichi vanno distribuiti secondo i voti riportati; qualche carica, come la presidenza del consiglio comunale, è stata data fuori da questa logica. In questo modo cade tutto l’attuale castello politico e lo stesso Paolini si è messo in un vicolo cieco. Il Paolini, nel suddetto incontro, non è arrivato ad alcuna conclusione, ribadendo, ancora una volta, che ci vuole ancora tempo, per cui dal colloquio non è uscito nulla di concreto ed ogni interlocutore è rimasto, ovviamente insoddisfatto, sulle sue posizioni. Certamente ora ci saranno dei risvolti; al tempo l’ardua sentenza e l’aria che si respira è quella di una maggioranza, a dir poco, poco compatta.

Pietro Brigliozzi

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