Quanto accade nel Civico Cimitero di Montefiascone non riesce nemmeno più a sorprendere: dopo gli ultimi fatti, tutto può accadere, anche l’assurdo.
Nelle prime ore di ieri, all’apertura dei cancelli, i primi visitatori, hanno trovato l’ennesima sorpresa: un bel lampadario, dotato anche di lampadina a led, appeso ad una fontanella.
Sono stati avvisati i custodi, è stato rimosso il lampadario, nella più normale disinvoltura e nello stupore di diverse persone presenti.
Sul Cimitero, di tanto in tanto, si levano cori di voci che denunciano il suo stato di abbandono, invocano maggior cura, ma al cattivo uso che ne fa qualche cittadino, come in questo caso, nessuno fa riferimento.
Dopo un’attenta ricerca, come hanno giustamente sottolineato i custodi, di tanto in tanto, nel cimitero di Montefiascone si rilevano comportamenti non solo sconcertanti, ma che denotano molta maleducazione, totale mancanza di rispetto per il luogo sacro, alto senso d’inciviltà, considerando, altresì, che, a cento metri dalle mura di cinta del medesimo, esiste una validissima isola ecologica comunale ove detti materiali dovrebbero essere consegnati.
Per essere chiari e fugare ogni dubbio va ricordato che qualche tempo fa, su uno dei furgoni dei custodi furono trovate lastre mediche, alcuni buste da alimenti con dentro carne congelata; nei nuovi secchioni in plastica, forniti da Viterbo Ambiente, diverse buste con varia immondizia domestica, buste piene di pannoloni e pannolini, ieri appunto un lampadario attaccato ad una fontanella.
Diversi mesi fa, il consigliere delegato Rossano Capocecera ha dotato il cimitero di appositi eleganti sostegni con su circa sedici innaffiatoi di uguale colore contenenti ciascuno circa 4 litri d’acqua, ebbene detti supporti sono quasi vuoti e gli innaffiatoi lasciati tra le tombe per ogni dove in balia del vento che li disperde ovunque.
Di fronte a questa realtà è necessario che i visitatori del cimitero inizino a rivedere il loro comportamento, poiché, dove c’è incuria manifesta, non c’è legittimità di lamentela.

Brigliozzi Pietro