MONTEFIASCONE – Il consiglio comunale che si è tenuto nella giornata di ieri si è vivacizzato solo in coda quando si è esaminato il sesto, ultimo punto, all’ordine del giorno.

Un consiglio di routine in quanto nei primi punti vi erano tutti problemi di ordinaria amministrazione, tra l’altro, tutti iniziati con l’Amministrazione uscente guidata da L. Cimarello.

All’ordine del giorno, quale punto saliente, vi era l’approvazione definitiva del bilancio duemilasedici con le relative rettifiche; a seguire le rettifiche per la stesura del bilancio triennale, l’approvazione dei verbali del ultimo consiglio comunale di settembre, quindi il piano particolareggiato del centro storico, Infine il piano comunale per l’emergenza in caso di elevate calamità naturali come terremoti, possibili in Montefiascone che si trova nella fascia di rischio medio e serie alluvioni, impossibili queste per Montefiascone, visto che la cittadina si trova oltre i seicento metri d’altezza; è qui si è acceso il dibattito.

L’Assessore al settore, nell’ultimo consiglio comunale aveva presentato uno studio di massima, studio che era apparso di ottima fattura, tanto è vero che il Capogruppo Leonardi ne fece validi elogi. Alla presentazione dello studio di ieri, il capogruppo di minoranza, Cimarello, si è accorto che tra le tavole ed la relazione vi erano delle forti discrepanze. Discrepanze riguardanti i centri individuati come luoghi da raggiungere in caso di evacuazione della parte del paese entro le mura e non, così sottolineava che per lacune frazioni, come Le Mosse, tra l’altro molto dense di popolazione, erano stati individuati luoghi non sufficientemente capienti per l’accoglienza di tutte le persone, per altre, erano stati individuati siti senza possibilità di essere raggiunti ed, per altre ancora, sulle carte, non erano state riportate zone già concordate ed approvate nell’ultimo consiglio di settembre. Poi veniva chiesto, sempre dall’opposizione con a capo il Cimarello, l’elenco dello staff permanente che sarebbe dovuto essere immediatamente operativo come legge vuole, anche su questa richiesta grande confusione, mentre l’assessore dava risposte poco esaurienti, con motivazioni le più disparate, interpretate come segno di poca chiarezza. Il sindaco, M. Paolini, interveniva dichiarando che si stava ancora lavorando alla composizione di detta commissione, visto che alcuni elementi prima disponibili, si erano poi ritirati. Il sindaco ha poi assicurato che entro il cinque di dicembre, come legge vuole, la commissione sarà completata e quindi verrà pubblicato la staff che la comporrà.

Grande scompiglio nella maggioranza, assessore in difficoltà nel risponde, intervento del sindaco in suo aiuto, con la minoranza ad incalzare per sapere anche i dettagli onde evitare la mancata votazione positiva al provvedimento da parte loro. Alla fine la maggioranza, visto il tempo ristretto, per salvare la obbligatorietà di presentazione del piano come richiesto dalla legge, è dovuta pervenire ad un compromesso; compromesso accettato della minoranza con il quale si stabiliva che il piano andava mandato alla Regione così com’era e l’Amministrazione si riservava di apportare, in seguito, nei tempi più brevi possibili, le opportune modifiche, tenendo conto dei risultati più approfonditi, frutto degli studi ancora in corso.

Brigliozzi Pietro

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