MONTEFIASCONE – Nella mattinata di martedì, presso il Prato Giardino di Montefiascone, nel quale, nell’immediato dopo guerra, i nostri avi eressero il monumento ai caduti della Grande Guerra con la quale venne liberata la Nazione Italiana ed il suo Popolo dalla tirannia fascista, frutto dello sventurato accordo italo-germanico, sfociato nella grande guerra che tanti milioni di morti ha veduto cadere sotto le armi, si è svolta la celebrazione commemorativa alla presenza delle principali Associazioni di Montefiascone e la totale assenza della popolazione.

Un fatto di rilievo, importante, la celebrazione della Liberazione, ma deludente nel contesto nel quale è stata celebrata; al di la della presenza delle autorità politiche e militari locali, identificatisi nella presenza del sindaco, di alcuni assessori, dei Carabinieri in servizio, della Banda Musicale, delle poche associazioni presenti identificate nei Carabinieri in pensione, l’AS.VO.M., il Corteo Storico, la Solidarietà Falisca, l’Aido, L’Avis, l’A.N.P.I., il Circolo Anziani, la Confraternita di Zepponami, è risultata nulla la presenza dei cittadini, nelle diverse categorie, specialmente il mondo giovanile. Cosa, questa, molto grave e sta a significare che i cittadini della nuova generazione hanno perduto il valore, il significato, il senso, della riconquistata libertà, ignorano il caro prezzo pagato con il sacrificio e lo spargimento di sangue di tanti giovani. Le tragedie di una guerra così feroce come la Seconda Mondiale, sono passate nel dimenticatoio; credo, che, forse, su questo sia necessario riflettere ed essere preoccupati.

Durante la cerimonia il sindaco, dopo la benedizione del parroco Don Luciano Trapè, ha deposto una corona d’alloro sul monumento dei caduti ed ha stato fatto un omaggio di grande rilievo al monumento in memoria del giovane montefiasconese, Delio Ricci, presenti i suoi famigliari che lo ricordano con giustificato orgoglio. Dopo la cerimonia, tutti i partecipanti si sono trasferiti, in corteo, fino al palazzo del comune, nella sala consigliare del quale, è stata effettuata una serie di proiezioni di immagini sugli uomini e luoghi della Banda Arancio Montauto, su D. Ricci ed i luoghi del suo martirio; immagini commentate da F. Dominici. A tutto questo ha fatto seguito una rappresentazione teatrale, con la quale, la Compagnia della Femia, su progetto e cura di G. Pinzi e dell’A.N.P.I., ha fatto rivivere, concretamente, fatti accaduti durante il conflitto.

Pietro Brigliozzi

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