Il consigliere Luciano Femminella, in un momento poco chiaro della situazione politica di Montefiascone, come l’attuale, comincia a vuotare il sacco. Una notevole mole di informazioni politiche, in parte provocate dal comportamento del sindaco Massimo Paolini che sembra non navighi in acque così poi tanto tranquille. Il sindaco infatti, dopo le dimissioni del Femminella da Presidente del Consiglio e le sue conseguenti posizioni di piena autonomia nelle scelte e votazioni nel Consiglio comunale, teme per la tenuta della maggioranza ed allora, con molta insistenza ed in più riprese, ha interpellato il consigliere Femminella chiedendogli aiuto e sostegno politico.

Il Femminella è stato chiaro nel suo discorso di risposta al primo cittadino, illustrandogli le sue ferme convinzioni e la condotta politica che intende tenere dal momento delle sue dimissioni fino alla fine legislatura, certamente non del tutto allineato a quanto il sindaco avrebbe voluto.

Nelle votazioni consigliari, il Femminella intende votare, di volta in volta, solo secondo coscienza e tenendo conto dell’integrità legale e documentale dei punti all’ordine del giorno.

Consigliere Femminella, una linea politica più chiara?

Si. Una politica più chiara che s’identifichi con il riparare certi errori dovute a scelte fatte senza senso; a certe decisioni assunte senza una giusta ed oculata riflessione; al modo di gestire la cosa pubblica che ha danneggiato la città e provocato tanta poca efficienza all’interno degli stessi uffici. La gestione politica è molto sbilanciata; persone che hanno una moltitudine d’incarichi con dubbia loro conduzione, proprio perché sono troppe. L’ultimo grande errore, soprattutto per non aver rispettato, con esso, il volere dei cittadini che hanno votato e relegato il Bellacanzone all’opposizione, mentre il sindaco, nel cercare il Presidente del Consiglio comunale ed avendolo identificato in lui, lo ha riportato  in maggioranza, pur essendoci tutti i presupposti per scegliere un consigliere nella maggioranza stessa. Il sindaco è ora che inizi a fare il sindaco, uscendo dalla gabbia ove si trova; egli è il responsabile unico di tutto; tutti gli altri, compresi gli assessori, sono e devono essere collaboratori. Come posso aiutarlo se non esce dall’attuale situazione, nella quale, è ormai a tutti noto, che egli conti ben poco, per non dire, nulla.

Riparare certi errori, decisioni assunte con poca riflessione, gestione della cosa pubblica poco efficiente, come si traducono, in concreto, queste realtà?

E’ semplice. Basta guardarsi intorno. Avevamo un tecnico valido come il Di Giambattista ed è stato allontanato proprio perché, con la sua alta professionalità, diciamo la verità, faceva ombra a più di qualcuno. La riduzione dei capi settori che ha significato accentramento di potere su qualcuno. La rimozione ed il rimescolamento di diversi impiegati all’interno degli uffici comunali che, contrariamente a prima, ha portato, negli stessi uffici, bassi livelli di professionalità, per non dire buona confusione. Il problema, poi, del recupero del terreno demaniale in riferimento alla famosa strada della Ciucciara. I contributi alle Associazioni specialmente delle più attive e socialmente più utili. Il recupero dei danni fatti al turismo locale che, ormai, è ridotto all’osso, per non dire quasi scomparso. Il totale abbandono delle infrastrutture sportive, sulle quali pendono ancora i negativi rilievi fatti dai competenti uffici delle preposte istituzioni. La questione di Villa Serena, sulla quale, c’è solo da stendere un velo pietoso.

Pietro Brigliozzi