MONTEFIASCONE – Dopo l’auto difesa, non richiesta, dell’Assessore al patrimonio e lavori pubblici, durante l’ultimo Consiglio comunale di martedì 30giugno 2017 si riaccendono i riflettori sulla questione del cantiere all’epoca sotto sequestro e una ulteriore e più grave questione circa l’incompatibilità dell’incarico per Massimo Ceccarelli come Assessore al patrimonio e lavori pubblici.

Nel verbale del Consiglio comunale si legge infatti: “per chiarire – afferma l’Assessore Ceccarelli – quanto sostenuto circa la mia eventuale incompatibilità, è stata fatta una richiesta del Segretario Generale al Prefetto di Viterbo e la risposta ha sgombrato il campo da ogni dubbio, essendo la norma chiara. Posso eseguire dei lavori privati ma non posso partecipare a quelli pubblici”.

Successivamente il consigliere di opposizione Luciano Cimarello chiedeva il parere della Prefettura circa tale incompatibilità.

In merito a questa dichiarazione abbiamo fatto regolare richiesta di accesso agli atti in base alla legge sulla trasparenza e “non risulta alcun reiscritto inviato all’amministratore in questione” dalla Prefettura di Viterbo.

Di contro il Segretario Generale ha fornito in ossequio alle leggi vigenti il parere della Prefettura sull’applicazione dell’art.78 comma 3 del DLGS 18/08/2000, n 267.

Da tale documento emerge: “si rappresenta che la statuizione recata dall’art. 78. comma 3 del T.U. prevede, quale ulteriore specificazione del principio di imparzialità ribadito al primo comma dello stesso articolo, che i componenti la giunta comunale competenti in materia di urbanistica, edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall’esercitare l’attività professionale, in materia di edilizia privata e pubblica, nel territorio da essi amministrato”. E inoltre “si tratta di un dovere di astensione dalla configurazione peculiare, ove si consideri che non si traduce nel divieto di prendere parte attiva all’adozione di un atto deliberativo, bensì, nell’inibizione dello svolgimento dell’attività professionale nel territorio comunale di riferimento in potenziale conflitto con il mandato pubblico rivestito”.

“Al riguardo – si conclude nel documento – il Ministero dell’Interno, con diversi pareri sulla questione e da ultimo con parere del 12/02/2010, ha ribadito che l’articolo 78 del TUEL ha inteso disciplinare l’attività professionale privata dei titolari di uffici pubblici nell’ambito del territorio da essi amministrato, in special modo in quei settori potenzialmente conflittuali con l’Ente territoriale; ma, in caso di inosservanza non ha inteso far decadere gli amministratori dalla carica ricoperta”

Pietro Brigliozzi

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email