L’assessore addetto al ramo, in collaborazione con l’azienda Talete, diversi mesi fa, con un intervento di buona fattura ed estremamente necessario, oltre che importante, più o meno direttamente, è riuscito a sistemare, in modo definitivo, l’ultimo tratto della rete fognante che va dalla fine di Via del Fosso fin giù, sotto la Basilica della Madonna delle Grazie.

Un opera che ha dimostrato la sua validità ed efficienza, nei giorni scorsi, durante i quali, forti acquazzoni e temporali, meglio classificabili come bombe d’acqua come ormai, si suol dire, si sono abbattuti sulla città di Montefiascone.

Allagamenti e fuori uscite d’acque dalla fogna in questione, specialmente nel punto nevralgico delle Cannelle, come solitamente avveniva, anche alla minima pioggia, non si sono più verificati; fin quì nulla da eccepire, anzi un riconoscimento, visto che, dopo tanti anni, finalmente, si è risolto un problema così scabroso.

Un problema, di contro, di non secondaria importanza, anzi di una certa gravità, sorge alla fine della fogna, nel punto in cui, pochi decine di metri, dopo la Basilica, essa, s’innesta direttamente con il fosso, nel quale scarica tutto quanto porta con se; sia acque piovane sia le acque della rete fognante.

Questo miscuglio di acque, certamente non pulite ed altrettanto, certamente, inquinanti, seguitano, poi, a scorrere per il fosso, a cielo aperto, senza alcuna pur minima forma di depurazione. Un tempo, esisteva un primo tentativo di depurazione, la famosa Fossa Ceca; li non esite neanche questa.

La situazione non è certo delle migliori, anche in considerazione che il fosso prosegue, nella sua entità, fin oltre i confini del comune di Montefiascone per immettersi nel territorio del limitrofo comune di Viterbo.

Tante sono le logiche considerazioni che ne scaturiscono, ma non spetta a noi elaborarle e molto meno intendiamo farlo; anche se, due, non possiamo tacerle; la forte possibilità ed il concreto rischio che detti riviuti liquidi potrebbero, penetrando nel terreno, inquinare le varie falde acquifere passanti nella zona.

La totale mancanza di sensibilità dell’Amministrazione su questo tema. Tutto è rilasciato, poi, alle competenti autorità, in primis la Polizia Locale, quindi le Guardie Ecozoofile, poi alle varie forze sia politiche che ambientali preposte alla vigilanza sulla salvaguardia dell’ambiente e della legalità, infine alla sensibilità dei cittadini.

Il tutto lascia molto perplessi, in quanto, fino ad ora, nessuno dei suddetti organi competenti, ha posto l’attenzione su questo problema che non è di secondaria importanza e, in un certo qual modo, da non sottovalutare.

Pietro Brigliozzi

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email