Lampione pericoloso Montefiascone

La rete della pubblica illuminazione di Montefiascone, e in tutte le frazioni ed agglomerati abitativi del comune, è stata realizzata con una tecnologia ormai superata, pertanto risulta poco efficiente, con un costo di gestione elevato e un notevole consumo energetico.
Montefiascone è rimasta una delle poche città del bacino del Lago di Bolsena, che ha ancora i grossi lampioni, tra l’altro dal profilo estetico non così gradevole, che contengono lampade ai vapori di iodio, di mercurio e similari. Lampade di ala potenza che consumano molta energia e che a terra rendono poca luce. Per i più moderni lampioni a led i quali, a parità di consumo energetico, illuminano tre volte di più, ed hanno un consumo molto basso e che ormai si vedono in ogni paese, anche il più piccolo, in sostituzioni dei vecchi grossi lampioni, sembra che nella città di Montefiascone, non vi sia posto loro.
La passata Amministrazione del sindaco Luciano Cimarello, intelligentemente, aveva avviato la scelta della sostituzione degli attuali lampioni con quelli a led che avrebbero fatto risparmiare tanti soldi di energia elettrica fornendo maggior luminosità. Ora l’attuale Aministrazione del sindaco Massimo Paolini, e dell’assessore al ramo, ignorando completamente quella positiva ed oculata scelta, è ritornata al vecchio sistema, ormai tecnologicamente superato ed arcaico, seguitando ad installare, sui vecchi lampioni, le costose lampade ai vapori di iodio e similari.
Al di là della pura parte tecnica, a rendere precaria la situazione, vi è anche la componente della scarsa manutenzione: da diverso tempo ci si aggira per le varie vie della Città e trovare lampioni spenti diventa una normalità, non solo, ma, in diversi tratti di via, vi è anche la totale mancanza di alcuni pali, per cui, la sequenza dei punti luce, diviene fluttuante e discontinua con gli odiosi grossi coni d’ombra a terra, come in Via Contadini, tanto per dirne una.
Fare un elenco di questa anomalia nella illuminazione della città, sarebbe molto lungo, e forse noioso, tuttavia non si può tacere su alcuni importanti tratti come quello che va dall’uscita della città verso Zepponami, specialmente nei dintorni delle due entrate del civico cimitero; come Via del Fosso, come quello su via Card. Salotti, nei pressi dell’asilo nido comunale, ove diversi lampioni sono fuori esercizio da diversi mesi, nonostante le ripetute lagnanze e segnalazioni presso i competenti uffici comunali da parte di un cittadino, quale portavoce di molti altri abitanti in quella zona.
Non parliamo poi di diversi tratti ove i pali di supporto sono in cemento armato che si sta sgretolando vistosamente e la sua armatura in ferro emerge dal cemento, ogni giorno di più, compromettendo la totale stabilità del palo stesso.

Pietro Brigliozzi