MONTEFIASCONE – I lavori, per la sistemazione del muretto sul lungo lago, intorno ai quali hanno lavorato diversi tecnici, nonché l’Assessore al patrimonio ed urbanistica, che tante polemiche e vivaci diatribe hanno sollevato negli ultimi due anni, sia nella fase logistica di avvio dei lavori, che nella fase di realizzazione, per non parlare della fase iniziale al fine della committenza dell’appalto, sembra siano essere giunti alla loro conclusione, per cui si possono tirare le prime somme.
Non si può dimenticare, inoltre, che tante critiche sono sorte anche per la tempistica, nella quale, detti lavori sono stati eseguiti, senza non sottolineare la durata, piuttosto lunga, dei medesimi senza dimenticare che detti lavori sono stati eseguiti nel periodo primaverile estivo, quindi nel periodo dell’anno di grande movimento turistico.

Al di la di queste considerazioni, da un primo sguardo, quanto è stato fatto, appare essere un buon lavoro, ma nel momento che si pone maggiore attenzione, molte perplessità, provocate anche dalla poca rifinitura del lavoro, cosa da non sottovalutare, sorgono alla mente. I gabbioni di pietre, degli accessi, verso la spiaggia, non sono stati cementati, per cui, i sassi sono a vista con il rischio che, chi vi si struscia con poca accortezza nei movimenti, potrebbe riportare qualche graffio poco gradito; tutto questo sia lungo le rampe di accesso per i diversamente abili che ai lati delle gradinate normali che portano dalla strada sulla spiaggia.

Facendo, poi, correre l’occhio lungo il getto di cemento ci si accorge della poca linearità con la quale è stato realizzato il muro, facendo emergere così, una discutibile attenzione di chi ha eseguito i lavori.

Nella parte finale del muretto si vedono anche alcuni vecchi gabbioni che non sono stati rimossi pur essendo nella parte pericolante, necessitante di rifacimento; tuttavia su di essi, sono stati appoggiati i nuovi; dunque si dubita sulla staticità dell’opera nel tempo. Poi non si può non pensare che tra i sassi dei gabbioni per tutta la grandezza del muro, sia in lunghezza che altezza, non vi si possano annidare, e poi uscire fuori anche rettili pericolosi come serpi e soprattutto vipere, amanti dell’caldo misto ad umidità. Queste caratteristiche ristagnano bene nel pietrame dei gabbioni mettendo in discussione, con la loro presenza, la tranquillità ed incolumità dei bagnanti che utilizzano quel tratto di spiaggia. Parimenti non si può escludere che i vecchi gabbioni possano cedere ed allora tutto il lavoro sarebbe veramente messo in seria discussione.

Non parliamo poi di come sono state battute le quote, visto che il marciapiedi, conseguenza del muro, cambia quota in altezza, almeno in un paio di punti, senza giusta causa, visto che la strada alla quale si affianca, è perfettamente pianeggiante per tutto il tratto. Lavori costati molti soldini pubblici dai risultati così poco soddisfacenti come, giustamente, hanno fatto rilevare alcuni cittadini.

Pietro Brigliozzi

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