La sessantaduesima Fiera (Sagra) del Vino di Montefiascone appartiene ormai al passato. Quello che rimane sono le considerazioni che i cittadini hanno espresso e le valutazioni negative superano abbondantemente gli aspetti positivi. Tutti hanno rilevato che sono diminuite le presenze del pubblico; certi pienoni di anni passati sono un ricordo. Molto apprezzato è stato il contributo dato dalle Forze dell’Ordine, dalla Polizia Municipale, soprattutto dall’AS.VO.M. per l’ordine pubblico e dall’Associazione di Solidarietà Falisca per l’assistenza sanitaria, con la partecipazione fattiva dell’AVIS, AIDO.

I cittadini hanno ben accolto l’introduzione della Festa e la storia della relazione tra Matilde di Canossa ed il Defuk, anche se il loro incontro, storicamente, è poco probabile che sia avvenuto. Molto apprezzato l’impegno del Corteo Storico con il gruppo degli sbandieratori e tamburini, che ha fatto ben mostra della sua validità e si è fatto conoscere meglio sia agli stessi cittadini di Montefiascone che ai turisti presenti in città.

Nel contesto, altro elemento di attenzione la presenza delle numerose botteghe dei mestieri, già viste da diversi anni, per cui è finito l’aspetto sorpresa: sono le stesse del Presepio Vivente, come pure l’ombrellata, già vista.

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Fiera del Vino Montefiascone – ombrellata

Il malcontento è principalmente sul dislocamento degli spettacoli trasferiti tutti sul P.zza Vittorio Emanuele con l’abbandono di P.le Roma, molti hanno disapprovato anche il giro delle cantine, rimpiangendo diverse edizioni di alcuni anni fa, quando le cantine erano nel Prato Giardino e, su P.le Roma, c’erano spettacoli di alto valore, come il Teatro con il grande regista Renato Greco, i concerti di sole fisarmoniche della Scuola di Osimo, la più importante d’Italia.

Anche gli spettacoli musicali non sono stati ritenuti dei migliori, anzi! Non si deve dimenticare che in questa edizione vi è stata anche una riduzione delle cantine partecipanti (solo otto). E questo la dice lunga.

Una delusione generale c’è stata sulla mescita del vino nelle singole cantine, limitata nella quantità e nella scelta di tipo di vino, per cui il costo del bicchiere e relativo ticket di quindici euro non è stata ritenuta proporzionata alle mescite servite. Fatta qualche eccezione, è stata criticata anche la mancata vendita di bottiglie e la loro consumazione sui tavoli nei pressi della cantina.

Su questa scelta vi è stato anche un appunto da parte delle cantine espositrici che hanno accusato una forte riduzione del loro guadagno. Questa nuova prassi, tuttavia, ha contribuito a ridurre i problemi di ordine pubblico dovuti a casi di eccessivo consumo di vino, ebbrezza e del conseguente disturbante schiamazzo, fino alle prime ore del mattino, quando, con la luce del sole, si trovavano residui di bottiglie e bicchieri rotti in diversi punti della città.  

Un’edizione, quella appena conclusa, poco condivisa da montefiasconesi e turisti.  

Pietro Brigliozzi

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