Basolato

E gli anni passano mentre le pietre del basolato di Corso Cavour, il principale della città di Montefiascone, si muovo sempre di più. Alle stesse, quasi per solidarietà, fanno eco, soggiacendo, più o meno, alla stessa sorte, anche la pavimentazione della centralissima Piazza Vittorio Emanuele e Via Indipendenza.

Il basolato del Corso, per onore di cronaca, va detto che è stato completamente rifatto circa vent’anni or sono, allorché furono rimosse le antiche e non perfettamente levigate pietre originarie in pietra viva e posizionate le nuove, ben squadrate in basaltina, pregiata pietra che viene dalle vicine cave di Bagnoregio.

Il lavoro, in un primo momento, risultò di buona fattura anche se non mancarono vivaci critiche fatte da tanti nostalgici dell’antiche pietre, curiosi di sapere fine avessero fatto ed in quale arcano meandro fossero finite; si venne a sapere abbastanza poco ed in modo molto confuso.

Fatto sta che quella nuova pavimentazione, data allora per eterna, in considerazione della durezza delle pietre, lungo tutto il Corso, risulta danneggiata in più parti ed il suo degrado va aumentando ogni giorno di più. A favorire il fenomeno contribuiscono molto le macchine che, nonostante si sia in centro storico e si parli sempre della sua tutela, nessuna Amministrazione è riuscita, fino ad ora, a porvi un freno, se non alla totale loro eliminazione con la chiusura al traffico.

Secondo alcuni esperti in materia, tale sconnessione e movimento delle pietre che costituiscono la pavimentazione, viene dal fatto che sotto scorre un tunnel vero e proprio, proveniente dal sottosuolo della Rocca dei Papi per sfociare nei dintorni della meravigliosa Basilica di S. Flaviano. Questo fa supporre che, sotto il nuovo basolato, non sia stata fatta un adeguata base in calcestruzzo, idonea a garantire la stabilità del basolato stesso tutelandolo dal movimento d’assestamento del terreno sottostante.

Lo stesso discorso vale anche per Piazza Cavour, meglio conosciuta come Piazza Centrale, ed il tratto di Via Indipendenza, ove sono rimaste le vecchie e storiche pietre che, comunque, anch’esse risultano sconnesse in più punti. Su queste due zone, la situazione è ancora più deleteria se si tiene conto che diverse pietre sono parimenti sconnesse ed avvallate e la riparazione è stata fatta con toppe in asfalto freddo che nulla ha a che vedere con lo stile del basolato e la logicità di manutenzione.

Questo è il livello di ornato in cui l’attuale Amministrazione, al pari delle altre, tiene la città e la offre allo sguardo dei turisti, pochi o molti che la vengono a visitarla.

Intervenire con una appropriata e razionale manutenzione è quanto mai urgente anche in prospettiva della prossima stagione estiva nella quale, rispetto al resto dell’anno, si ha una buona quantità di turisti.

Pietro Brigliozzi