La proprietà demaniale, meglio conosciuta come strada della Ciucciara, dopo un anno di dibattito ed una sentenza, è tornata in Consiglio comunale, argomento ancora una volta sollevato dal consigliere della Lega Augusto Bracoloni.

Un po di storia, non fa male. Il consigliere Angelo Merlo, due anni or sono, in maggioranza, essendo stato eletto nella lista del Melograno della quale fa parte l’attuale Amministrazione, cercò di recuperare questa proprietà demaniale tra una proprietà privata e il fosso della Ciucciara.

Una iniziativa, questa, presa più volte dalle varie Amministrazioni sotto l’errata impostazione di recupero della “strada della Ciucciara”, generalmente considerata come tale visto che su quell’area demaniale, di fatto, vi era una strada.

Merlo, a differenza di altri, fece minuziose ricerche e alla fine, dal Nuovo Catasto, venne in possesso della specifica piantina topografica dalla quale risultava che tale area, tra una proprietà privata ed il fosso della Ciucciara, era staccata dalla proprietà confinante, quindi libera e denominata come demaniale a servitù del fosso per la sua manutenzione e per il regolare flusso delle acque piovane provenienti dalle colline sovrastanti.

Durante un sopralluogo, al fine di chiarire la realtà, eseguito da una commissione composta dal Capo settore del comune, da alcuni membri della Polizia Urbana, da tecnici del Catasto e consulenti privati del Merlo, il Capo settore comunale presentò una mappa, poi al confronto con quella catastale rivelatasi differente.

S’impiantò una causa ed il giudice emise una sentenza dove affermava che l’area non era demaniale ma proprietà privata secondo la cartina presentata, almeno che non vi fossero in essere altri problemi di ordine demaniali ed affini.

Il tutto tornò in Consiglio comunale ove si stabilì di riesaminare la questione e prendere i dovuti provvedimenti. È passato oltre un anno e l’Amministrazione non ha fatto nulla.

Bracoloni, nell’ultimo Consiglio, ha ripresentato il problema e, da tutti, compreso l’assessore al patrimonio, è stato riconosciuto che la mappa utilizzata, nel famoso incontro, dal Capo settore del comune, non era quella risultante al catasto. Alla luce di  ciò cambia completamente la situazione, potrebbe saltare sia la sentenza del giudice che l’atteggiamento dell’Amministrazione alla quale spetta recuperare l’area demaniale, secondo i vari dettami del Codice Civile; di contro, va riconosciuto che il consigliere, Angelo Merlo, aveva pienamente ragione ed operava esclusivamente nel solo interesse della comunità.

Consigliere Merlo, la sua posizione alla luce di questi nuovi elementi?
“Sono estremamente soddisfatto di quanto emerso nell’ultimo Consiglio comunale, per cui la mappa non conforme a quella catastale, portata dai tecnici del comune solleva molti dubbi su legalità o professionalità dei tecnici, come pure mette in discussione sia tutta l’albagia dello stesso assessore la patrimonio (che mi definì ragazzo viziato) che dello stesso sindaco che non ha fatto nulla, venendo meno al suo dovere, per il recupero dell’area demaniale.

Oggi esigo che quest’azione di recupero venga fatta e chiedo a tutti gli organi istituzionali superiori di vigilare sul sindaco perché agisca come legge vuole. Vista la precarietà degli argini del fosso, che potrebbe tracimare allagando i campi e recando, quindi, seri danni alle coltivazioni, sollecito l’intervento del Genio Civile di Viterbo per ridare al fosso le sue caratteristiche iniziali”.

Pietro Brigliozzi