Montefiascone

In questi ultimi tempi, specialmente dopo l’intervista al sindaco Massimo Paolini, sta crescendo l’attenzione per la  CITTÀ di Montefiascone.

Montefiascone è una, se non l’unica  CITTÀ dell’Alto Lazio, che può vantare un patrimonio storico artistico culturale di primissimo piano.

La Rocca dei Papi, oltre il meraviglioso panorama, ha una sua storia unica, con valenza per la Chiesa Universale. Alla Rocca dei Papi, è legato lo storico ritorno da Avignone e, ben trentasette Papi hanno visitato e sono rimasti in Montefiascone. Primo fiore all’occhiello di tale presenza pontificia la famosa bolla Cum Illius del trentuno agosto milletrecentosessantanove con la quale Papa Urbano Quinto attribuiva a Montefiascone il titolo di  CITTÀ. Secondo fiore all’occhiello, l’incontro tra S. Brigida e Papa Urbano Quinto con la sentenza profetica della Santa al Papa.

La Cupola della Basilica di S. Margherita, terza d’Italia per la sua circonferenza, e la sottostante cripta, opera del Bramante, ove, in apposita urna, sotto l’altare principale, si conserva, ancora intatto, il corpo di S. Lucia Filippini e le importanti ed uniche vetrate del battistero, opera del frate, sacerdote dei frati Cappuccini, del fine novecento, Padre Ugolino da Belluno.

La Basilica di FC. Flaviano, unica al mondo per la sua architettura, in quanto, i due stili, romanico e gotico ribassato, sono talmente ben armonizzati che, allo sguardo, risultano quasi un’unica realtà pur essendo due realtà completamente distinte.

La Chiesa di S. Andrea, risalente a prima del Mille, quindi molto antica ed una delle prime realizzate nell’Alto Lazio.

Il Palazzo dell’orfanatrofio in Via S. Lucia Filippini, nei pressi della Cattedrale con i suoi portali e riquadrature delle finestre di peperino con stile rinascimentale.

Il Pozzo di Urbano Quinto sulla P.zza del Comune.

La Casa ove nacque il grande poeta GianBattista Casti, dietro il palazzo comunale.

La Chiesa barocca delle Suore del Divino Amore lungo Corso Cavour realizzata dal card. Marco Antonio Barbarigo.

I Vari Portali di stile rinascimentale, realizzati in peperino, che si trovano lungo tutto Corso Cavour.

Lo Stemma, sempre all’inizio di Corso Cavour, sulla destra, entrando per Porta di Borgo, ricordo della predicazione di S. Bernardino dopo una delle pesti del seicento che decimarono la popolazione della  CITTÀ.

La Sede del primo ospedale, eretto da Papa Giovanni Ventiduesimo, nei pressi del santuario della Madonna delle Grazie per il giubileo del 1225.

La Basilica del S. Gallo il Giovane, nella contrada di Montedoro.

Il Convento di S. Agostino, attuale palazzo residenziale, ove dimorò, per circa sei mesi, Martin Lutero, ove scrisse diverse opere a contenuto teologico ed una parte della Sua Somma. A questo palazzo è legata la leggenda del cielo stellato.

Porta Pio Nono, nei pressi della prima sede della locale Banca Cattolica.

Porta di Borgo sull’incrocio di alcune strade statali d’importanza nazionale.

Le due chiese parrocchiali delle frazioni Mosse e Zepponami che insieme alla Cripta della cattedrale ospitano importanti lavori in terracotta del più grande artista liturgico vivente Vinci, di Acquapendente

La parte iniziale della parte vecchia del civico cimitero con le sue cappelle, tra le quali, una piramidale con su scritte in geroglifico; unica nell’intero Alto Lazio e, quasi in fondo, la tomba di una nobile famiglia locale, ornata con sculture bronzee del grande Manzù.

Vari tratti originali della strada Cassia imperiale, e Via Francigena, ove sono ben visibili i solchi fatti dalle bighe.

E in  CITTÀ sono presenti anche tanti altri monumenti importanti, tutti da visitare…

Pietro Brigliozzi