Dalla giornata di ieri, venerdì 3 luglio, un grande vocio gira per le vie della città. L’argomento, si tanto importante da coinvolgere l’interesse dei cittadini, riguarda, ancora una volta, la questione dell’assessore Rita Chiatti per la sua posizione anomala all’interno della Giunta di un’Amministrazione che, per il comportamento flemmatico nel prendere le serie decisioni del sindaco Massimo Paolini che la presiede, sotto il profilo strettamente politico, come riconosciuto da molti esperti politici, lascia molto a desiderare.

Il vocio, infatti, è spaccato su due posizioni dal sapore diametralmente opposto:
una parte, la più attendibile, sostiene che la Chiatti sia salita nelle supreme stanze di palazzo Doria per dare le sue definitive dimissioni, per uscire dal continuo assedio delle negative critiche che le vengono rivolte, con la conseguente uscita dalla maggioranza per schierarsi con l’opposizione; un’altra fazione sostiene che la Chiatti sia salita nelle supreme stanze per chiedere la riassegnazione delle deleghe toltele con la prassi ormai a tutti nota. Da quale parte sta la verità? Per ora è difficile saperlo, anche perché, sembra, che la Chiatti, giustamente, sia abbastanza riservata su quanto politicamente stia facendo, dopo il suo ufficiale passaggio in Forza Italia.

Nessuno si fa illusioni, ma dietro tutta questa manovra politica, iniziata con la sfuriata del capo gruppo di maggioranza, Sandro Leonardi, sul finale del famoso Consiglio comunale del diciotto aprile, il vero problema sembra essere ben altro: il rinnovo del contratto con la ditta Viterbo Ambiente per la raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Contratto-Appalto che, da una parte, la Chiatti avrebbe voluto gestire in qualità di Assessore ai Rifiuti Solidi Urbani, dall’altra i superpolitici locali  che non avrebbero avuto intenzione alcuna di permetterglielo, decisi a gestirlo loro. A tal fine era necessario un atto di forza per far fuori la Chiatti.

Atto, che, in un primo momento, complice il problema della geotermia si è concretizzato con una certa rivalità tra la Chiatti ed il Notazio, il quale, secondo Chiatti, si sarebbe beato del suo lavoro, poi la questione del mancato voto della Chiatti al DUP, quindi la revoca delle deleghe e l’incarico dell’elaborazione del nuovo contratto con Viterbo Ambiente al consigliere Rossano Capocecera.

Per cui la nuova richiesta delle deleghe da parte della Chiatti sarebbe comunque vuota di detto settore, visto che il Capocecera, sagacemente, con specifica commissione, sta già lavorando al piano, anzi è quasi al completamento del medesimo.

Alla luce di tutto ciò viene da pensare che la Chiatti, più che chiedere le deleghe, ora, sia decisa a dimettersi e passare all’opposizione.

Tutti i cittadini si augurano, che nei prossimi giorni, il nebuloso dilemma si chiarisca, tenendo anche conto, che il periodo della campagna elettorale, per le prossime elezioni della primavera duemilaventuno, si avvicina a grandi passi. A noi, da oggettivi operatori nella pubblica informazione, non resta che stare alla finestra per narrare i risultati.

Pietro Brigliozzi