Ancora uno strascico, piuttosto pesante, a seguito dell’Air Show Lago di Bolsena.

Quanto riferito è stato scritto alcuni giorni dopo la manifestazione, ma lo portiamo alla ribalta solo ora per una questione di serietà giornalistica.

Dopo qualche giorno dalla menifestazione, su una testata online locale, veniva scritto che i due consiglieri, A. Bracoloni e A.Merlo, appartenenti alla Lega, durante la manifestazione, avevano forzato un posto di blocco, ed avevano minacciato gli stessi preposti alla vigilanza, i quali poi, avrebbero denunciato i due consiglieri.

Denuncia, a seguito, rivelatasi una pura segnalazione al sindaco Paolini; stando, almeno, a quanto riferito dai suddetti consiglieri.

Segnalazione a mo’ di storiella architettata ad arte, come sia il Bracoloni che il Merlo l’hanno definita, per i motivi di basso profilo politico che s’intentava nascondere dietro la medesima.

Abbiamo inteso, il capo gruppo della Lega, consigliere sig. A. Bracoloni, il quale ci ha descritto una realtà ben diversa.

Sig. Bracoloni, sulla vostra testa pesa una segnalazione o una querela?
Questa storia l’abbiamo appresa da un giornale online; nulla abbiamo di ufficiale da parte del tribunale per cui, su di noi non pesa querela alcuna e mi pare tutta una falsità.

Una falke new dell’epoca?
Penso proprio di si – continua il Bracoloni – anche perchè sembra essere tale anche al nostro avvocato che abbiamo interpellato e con il quale andremo avanti per chiarire questa storia in tribunale, poichè la riteniamo lesiva della dignità della nostra persona, del nostro essere consiglieri comunali e persone di politica. Almeno nella immediatezza dei fatti, non risultava essere stata depositata, presso la cancelleria della Procura della Repubblica del Tribunale di Viterbo, querela alcuna a nostro carico.
Nella testata online, si diceva, infatti, che noi due avevamo forzato il posto di blocco, inveito con frasi poco idonee nei confronti dagli agenti ivi vigilanti, ma, a pochi metri, vi era anche una pattuglia dei Carabinieri della locale stazione di Montefiascone che ci hanno riconosciuto, quindi sono intervenuti risolvendo il problema ed autorizzandoci a recarci presso la tribuna per salutare le autorità presenti. I due vigilanti, sembra, che, a seguito, abbiano ugualmente agito, facendo soltanto una segnalazione scritta al sindaco Paolini. Da tener presente che, al momento del fatto, eravamo solo otto persone: noi due consiglierii due figli del collega Merlo, i due vigilanti e due Carabinieri, quindi il giornalista che ha scritto della querela non era presente ed ha scritto, forse, per sentito dire, o, forse, perchè qualcuno è intervenuto affinchè lui scrivesse, raccontandogli chi sa che cosa.

Tanto chiasso per nulla, quindi?
Assolutamente no, anzi! Su questo – precisa il Bracoloni -e per questo stiamo facendo i nostri passi anche legali; è emerso che questa storiella è stata creata ad arte, dopo qualche giorno dalla manifestazione, con il preciso intento di screditarci in quanto, anche come, da qualche giorno, circola qualche voce sulla piazza, qualcuno, dopo la disfatta del Melograno, dopo il suo, più o meno pesante, fallimento in Forza Italia, visti i successi della Lega, vista la forte opposizione che, come Lega, stiamo facendo nel consiglio comunale, onde toglierci dai piedi, per reggere meglio la sempre più traballante sedia al sindaco Paolini, ora vorrebbe prendere in mano la sezione della Lega in Montefiascone. Questa è la verità. Tutto ciò noi non glielo permetteremo mai e, non credo che il nostro senatore locale, on. U. Fusco, ed il nostro condottiero nazionale, On. M. Salvini, cadano in questi trucchetti politici di bassa taratura. Noi, Lega, non siamo abituati, né è nostro stile, adottare il salto della quaglia come si leggeva qualche anno fa su un giornalino locale a proposito dei politici di allora. Questa è la verità politica di bassissimo livello che si cela dietro la suddetta falsa denuncia, tanto per ritornare al tema.

Cosa intendete fare?
Risponde il consigliere Merlo, attuale secondo membro politico della Lega chiarendo: intanto abbiamo già, politicamente, avvisato chi di dovere, abbiamo contattato un legale che, prima ha analizzato bene i fatti, poi, conseguentemente, abbiamo depositato, ufficialmente, la nostra querela presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Viterbo. In questo mese di ottobre e nei prossimi, aspettiamo gli sviluppi, poi saremo lieti di informare l’opinione pubblica dell’andamento delle cose e le relative conseguenze che usciranno fuori.

Pietro Brigliozzi

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