NEPI – “Si è svolta a Nepi, sabato 27 gennaio 2018, la Celebrazione del Giorno della Memoria. L’iniziativa organizzata dalla sezione Anpi “Emilio Sugoni”, con il patrocinio del Comune di Nepi, si è articolata in tre momenti: il primo introduttivo ha visto l’intervento di Pietro Soldatelli, sindaco di Nepi, che, nel suo discorso di saluto, ha ricordato il dovere di tutte istituzioni di far conoscere, soprattutto ai più giovani, i valori costituzionali democratici e dell’antifascismo, insieme agli avvenimenti storici che portarono all’instaurarsi del regime fascista, alla seconda guerra mondiale e poi alla Lotta di Liberazione dal nazi-fascismo.
All’intervento del sindaco ha fatto seguito quello di Giocondo Gregori, presidente della sezione Anpi di Nepi, che ha ricordato le motivazioni che hanno portato ad istituire, con la legge n.211/2000, il 27 gennaio – data della liberazione dei sopravvissuti dal campo di sterminio di Auschwitz – il Giorno della Memoria ovvero: perché si faccia memoria delle discriminazioni, delle persecuzioni e dello sterminio di 6 milioni di ebrei, della deportazione e dello sterminino di zingari, omosessuali, handicappati e bambini, della deportazione di 32 mila persone tra gli oppositori italiani- politici e militari-, dell’atrocità delle leggi razziali fasciste e dei peggiori crimini commessi da nazisti e fascisti, in efficace sinergia, durante la

Seconda guerra Mondiale. L’istituzione del Giorno della Memoria, è di conseguenza anche l’omaggio a quanti ebbero il coraggio di scuotersi dalla complice indifferenza, di opporsi alle persecuzioni, alla barbarie, allo sterminio degli innocenti anche con il sacrificio della propria vita perché si realizzasse un vivere civile, democratico e di pace.

Il secondo momento è stato dedicato alla proiezione del film-documentario “ La breve vita di Anna Frank” che narra la vita di questa giovanissima ebrea, morta insieme alla madre e alla sorella nel lager di Auschwitz, attraverso testimonianze, citazioni tratte dal suo Diario, foto uniche ed inedite dell’album di famiglia e da filmati originali d’epoca.

Nella terza parte, il presidente Gregori, ha poi proposto una riflessione, attraverso la lettura di testimonianze di sopravvissuti italiani ed europei alla deportazione e ai campi di sterminio, sulle varie fasi che in Italia, in Europa e in America, a partire dagli anni cinquanta in poi, hanno portato alla presa di coscienza del grande valore umano, di verità storica e morale per la coscienza dell’intera comunità umana di queste testimonianze dirette. Il presidente ha quindi ribadito la grande soddisfazione dell’Anpi per la decisione che ha nominato Liliana Segre, sopravvissuta e testimone prima delle discriminazioni del regime fascista e poi delle atrocità dei campi di sterminio, senatrice a vita della nostra Repubblica .

Il professor Edo Verticchio, studioso della Shoah, è intervenuto evidenziando lo stretto legame tra razzismo e fascismo, mostrando come i germi del razzismo, che poi troverà piena espressione nelle leggi razziali promulgate da Mussolini nel 1938, erano già presenti nel periodo delle guerre coloniali italiane e come la stessa immagine delle donne, sia italiane che africane, venisse deturpata dal fascismo, mostrata secondo rozzi stereotipi maschilisti, mero oggetto da sottoporre al dominio maschile e al servizio di un regime che proponeva come valori ed obiettivi la guerra, la violenza, la sopraffazione ed esaltava la maternità come macchina per la produzione di soldati da mandare a morire al fronte.

L’intervento del professor Verticchio è stata impreziosito da un ricco materiale fotografico e cartaceo- le riviste del periodo fascista che inneggiavano alla supremazia della cosiddetta “razza italica”-.

Il professor Verticchio ha concluso quindi la sua relazione evidenziando come il fascismo stia tornando in maniera sempre meno subdola e sempre più sfacciata, attraverso le idee, il linguaggio e le azioni con cui vengono trattati soprattutto le donne, i migranti e i più poveri.

Per questo il Giorno della Memoria, ha sottolineato sempre il professore, non deve essere un unico giorno celebrativo e commemorativo, un vuoto, triste e doveroso rituale, ma ogni giorno dell’anno deve essere il nostro Giorno della Memoria che impegna ogni istante, a sconfiggere e a contrastare azioni, atteggiamenti, parole, discriminazioni di ogni genere che possono portare a riprodurre quelle stesse condizioni economiche, sociali e culturali che hanno dato vita, fatto crescere e diffuso il nazismo e il fascismo con le loro tragiche conseguenze”.

Direttivo sezione Anpi “Emilio Sugoni”

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