“Siamo i primi a schierarci a tutela della salute e siamo anche a favore della riduzione dei fitofarmaci, in linea con la massima attenzione che abbiamo sempre prestato a questo tema, ma limitare l’agricoltura convenzionale e di fatto imporre solo quella biologica, è una vera e propria prevaricazione, che non tiene conto dei dati oggettivi e della giurisprudenza. Su questo aspetto non arretreremo di un passo”. Così il presidente di Coldiretti Viterbo, Mauro Pacifici, a margine dell’incontro con il sindaco di Nepi, Franco Vita, che vieta l’agricoltura convenzionale, consentendo solo quella biologica in alcune aree.

“I dati sull’uso dei fitofarmaci sono chiari ed oggettivi – continua Pacifici – a Viterbo e nella provincia, si registra un netto calo. Basti pensare che negli ultimi dieci anni sono stati addirittura ridotti di un terzo. E lo dimostra il fatto che non si è mai verificato un solo caso di intossicazione tra gli agricoltori che ne fanno uso e neanche tra i consumatori”.

Un aspetto, quello legato ai casi di intossicazione, fondamentale dal punto di vista normativo, perché rappresenta uno degli elementi necessari a supportare uno specifico divieto, che comunque mai può essere generalizzato. Dati che devono emergere da Asl e Comuni interessati e in assenza dei quali, l’ente che ha emesso tale divieto, si espone a contestazioni fondate dal punto di vista normativo. Dal punto di vista sanitario ed ambientale, inoltre, in base al D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”, esiste una differenza tra pericolo e rischio, in merito all’uso di una sostanza chimica, dal momento che il fatto che sia pericolosa, non vuol dire che a priori sia necessario vietarla.

“Vorrei precisare – prosegue Pacifici – che i prodotti fitosanitari utilizzati dalle nostre aziende, sono autorizzati dal ministero, anche quelli di fatto vietati dall’ordinanza del sindaco di Nepi. E ci tengo a sottolineare che gli agricoltori sono tutti muniti di patentino rilasciato dalla Regione Lazio, dopo accurati corsi che formano al loro corretto utilizzo. Un provvedimento di questo tipo, inoltre, favorirebbe solo disparità e confusione per le aziende agricole, che si troverebbero a fronteggiare con grande confusione e difficoltà, un divieto che riguarda solo una parte del loro terreno. Un problema, questo, che riguarda soprattutto quelle imprese che si estendono su un territorio che abbraccia  più comuni. Serve un’informazione chiara e puntuale, che entri nel merito con dati oggettivi. E’ questa la base da cui partire”.

Sono sempre di più le sentenze emesse dal Tar, che annullano i regolamenti di esecuzioni dei comuni volti a limitare i prodotti fitosanitari sul proprio territorio, e questo accade perché non hanno alcun potere legislativo sulla materia. La giurisprudenza è molto chiara a riguardo e tali provvedimenti sono dunque facilmente impugnabili e annullabili davanti al Tribunale Amministrativo Regionale.

“Il nostro obiettivo è quello di creare un regolamento fitosanitario unico – conclude Pacifici – e di optare per un’alternativa meno drastica e di successo per tutti, che tuteli la salute dei cittadini, il lavoro degli agricoltori e il rispetto per il territorio, che deve invece rappresentare un volano per l’economia in termini turistici e promozionali. La nostra attenzione per quest’area passa anche attraverso il rispetto della biodiversità”.

Coldiretti Viterbo ha recepito le indicazioni della Provincia nell’incontro dello scorso 29 aprile in merito all’aggiornamento delle “Linee guida provinciali per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari in agricoltura e per l’adozione di regolamenti comunali ed intercomunali”, sentite le diverse realtà produttive territoriali. “Siamo stati i primi a presentare il 24 maggio scorso un documento con le nostre proposte – prosegue Pacifici – ci è spiaciuto, però, constare che nel tavolo tecnico, convocato il successivo 3 giugno, eravamo stati gli unici e che molte delle realtà, attivissime sui social e sulla carta stampata, non erano presenti”.

Coldiretti Viterbo ha lanciato un progetto innovativo che abbraccia importanti partner, anche in ambito scientifico. “Mi riferisco al distretto sostenibile della nocciola – conclude Pacifici – che coinvolgerà anche le cooperative del territorio e le realtà associazionistiche. Sono questi i progetti su cui puntare per far crescere il territorio e su questi continueremo a lavorare in difesa dell’agricoltura e nel rispetto delle regole e della salute, così come abbiamo sempre fatto”.

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