«Il nostro non è un percorso contro qualcuno, ma in favore di Nepi.
L’amore per la propria comunità – scrive il Comitato di sostegno alla lista “Nepi torna Nepi con Alessandra Alimelli sindaco” – deve tornare ad avere nuovi significati. Comunità di destino, legata da una storia, dal ricordo e dall’eredità dei padri, unita da una tradizione comune. Cittadini, non coinquilini. Perché la politica non si riduca a un misero insieme di rivincite o di interessi personali da garantire, di sterile visibilità da ottenere, ma esista modernamente, nella sua più nobile e antica evocazione: polis, governo del bene comune fondato sulla partecipazione viva e concreta alla vita politica.

Vincere le elezioni non basta. Bisogna saper condurre verso il futuro una comunità umana, economica e di pensiero, che non voglia soffocare nell’anonimato di provincia. E solo una struttura concreta, una visione professionale, il sunto delle esperienze e delle idee, può garantire una rinascita.

La propria identità non deve essere un fardello, una dimenticanza. E se la giovane Nepi si ritrova nel carnevale, e l’altra nei giorni dei Santi Patroni, di Sant’Antonio, così anche nel Palio dei Borgia o nelle celebrazioni comuni del territorio, significa che è ancora innamorata. Nonostante, dopo anni, l’amore possa logorarsi per noia, per rabbia, per silenzio, o per assenza. Nepi, a differenza di molte comunità assenti a se stesse, ancora è innamorata della sua storia e della sua vita nel tempo. Incorruttibile. E noi siamo qui per celebrare questo amore, per rinvigorirlo grazie alla cultura, che altro non è che coltivazione, con la cultura di un antico futuro. Coltivazione di un pensiero critico, di un ragionamento sopra le cose, sunto delle esperienze, ma anche e soprattutto di partecipazione, non passiva, di consapevolezza. Non una sterile gara tra amici che meglio conoscono la citazione di turno. La cultura aiuta l’amore dei nepesini per Nepi. E stavolta farà anche il contrario: aiuterà Nepi ad amare i nepesini. Da porta Nica, alla chiesa di Santa Croce, dal forte Borgia, a Palazzo Celsi. Dalle centenarie chiese del medioevo e del Rinascimento, dalle forre, alle torri, alle sue antiche meraviglie.

Qui vive il futuro. E non una frottola elettorale.

Costruiremo un’agorà, seguendo il genio dei padri per generare ricchezza con la Bellezza: quel che vale l’identità dei nepesini, elevata, riscoperta, con una visione fondante, una struttura, non più un pezzo di carne elettorale da buttare sul bancone, da “regalare” come patto di lista. Cultura è ricchezza: specie in un’Italia in cui questo settore produce 6,4 miliardi di Euro, e offre lavoro a milioni di persone. Non un qualcosa di superfluo, ma il futuro prossimo, già presente, per gli italiani, specie ora che il Comune rappresenta la prima comunità, la nostra prima famiglia da cittadini – ancora più nell’epoca dell’illusione della partecipazione -, la prossimità, in uno Stato tassatore, lontano: prossimità, noi saremo prossimità!

Porteremo Nepi al posto che merita nella storia, dosando, con i giusti strumenti professionali, contributi pubblici e privati, nuovi rapporti con l’esterno, grazie a una innovativa comunicazione, adeguata e, finalmente, concreta, della città, della sua vita, della sua storia, delle sue iniziative, lontano da ogni inutile dilettantismo. Porteremo in città, grandi nomi della cultura, delle istituzioni, dei media, dell’arte, perché Nepi non sia più solo uno scrigno privato, soffocato dalla provincia, ma una storia da raccontare agli italiani, alla stampa, alle televisioni, alle gallerie d’arte, alle fondazioni. Costruiremo una nuova immagine di Nepi, una nuova narrazione della Città, ma con un patto fondamentale: l’identità dei nepesini sarà il fulcro, il centro; mai verrà violato il legame embrionale, intimo, naturale che lega Nepi ai nepesini. Così per ciò che riguarda le cose già nepesine, così per ciò che di nuovo arriverà. Accenni del grande Progetto Farnese, con cui Nepi trasformerà la Bellezza in ricchezza economica e culturale.

Abbiamo progetti e idee mirate e l’importante sostegno di chi sa fare il proprio lavoro. Nomi importanti e professionisti, infatti, stanno aderendo alla nostra visione di governo della polis, del far politica, che va oltre la comune elezione. Esperienze e competenze reali sono già sul tavolo e sono pronte a essere messe in gioco. Loro e noi, abbiamo una convinzione: che la lista “Nepi torna Nepi” sia l’unica possibilità per la Nepi del futuro, capace di trasformare in ricchezza e valore il volto più antico della nostra città. Sta a voi, ora, scegliere da che parte stare. Perché, repetita iuvant: vincere le elezioni, non basta».