NEPI – Organizzato dalla Pro Loco di Nepi, l’appuntamento è per sabato 6 maggio alle ore 11,00 presso la Sala Nobile del Palazzo Municipale. Si discuterà di “Prodotto e territorio. Il caso del pecorino romano dop”.

“Nell’ambito della famosa sagra nepesina, quest’anno si discute del nesso tra territorio e prodotto. Quel legame indissolubile che assicura unicità e qualità a un bene di consumo che, per il suo topos, assume il valore di prodotto culturale. Perché cultura è soprattutto consapevolezza del proprio mondo, posto in relazione con gli altri, in rapporto alle differenti esperienze, da cui si trae quel principio identitario che caratterizza la comunità e il suo ruolo nella complessiva storia dell’uomo” afferma Virgilio Gay, esperto di marketing territoriale, chiamato a moderare l’incontro. “Così un prodotto diventa veicolo di promozione di un luogo mentre, al contempo, il luogo stesso riafferma e valorizza il prodotto. Da tale relazione si può avviare un processo comune di creazione dei valori economici e sociali: in altri termini, di reale sviluppo”.

Interverranno Giuseppe Capuani dell’azienda I BUONATAVOLA SINI, l’ultima produttrice laziale del Pecorino Romano DOP; Fabrizio Pini, presidente della CIA di Viterbo; l’on. Enrico Panunzi, Presidente della Commisssione Agricoltura della Regione Lazio; l’on. Alessandra Terrori, componente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati; l’on. Oreste Pastorelli, della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle contraffazioni.

Al termine della tavola rotonda ci sarà una degustazione di pietanze a base di Pecorino Romano del Lazio DOP, a cura di Casa Tuscia.

“Il Comune di Nepi difende e vuole valorizzare i propri prodotti tipici” – afferma il Sindaco Pietro Soldatelli. “Insieme al salame cotto della Tuscia e alla cipolla nepesina, il Pecorino Romano è senz’altro una eccellenza riconosciuta in tutto il mondo. L’Amministrazione Comunale ha già deliberato in favore della sua tutela e difesa. Non permetteremo azioni contrarie in danno e inganno dei consumatori, dell’economia locale e della pastorizia, che in questi luoghi è attività millenaria”.

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